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TARANTO-ANDRIA01Il Taranto è virtualmente salvo. Questo è il verdetto sancito dopo la vittoria contro l’Andria. A risolvere la contesa ci ha pensato Falconieri con una  prodezza balistica in chiusura di primo tempo. Il resto è solo una partita giocata sui nervi dagli aspetti tecnici davvero poveri. Ad onore di verità  anche l’Andria dell’ex Papagni, malgrado l’evidente superiorità degli jonici, ha sfiorato la marcatura in un paio di circostanze. A tale riguardo grida vendetta l’occasione dilapidata da Mezavilla (un altro dei tanti ex della contesa) nella ripresa. A fine match, però, i calciatori rossoblu hanno poco da festeggiare considerando le ambizioni cullate ad inizio torneo.  

Schieramenti. Il Taranto, dopo l’esperimento 3-5-2 della gara del Bentegodi, ritorna al classico 4-4-2: in difesa, dopo avere scontato i rispettivi turni di squalifica,  rientrano Migliaccio e Calori; a centrocampo viene proposto Di Roberto sull’out di destra con il conseguente dirottamento di Cuneaz sul versante mancino. In avanti viene riconfermata (a sorpresa) la coppia composta da Falconieri e Ferraro. Sull’altro fronte mister Papagni modula i suoi 4-2-3-1: in attacco l’unico terminale offensivo è rappresentato da Anaclerio, supportato alle spalle dal trio d’incursori formato da Chiaretti, Sy e Doumbia.

Cronaca. La gara inizia a ritmi blandi, bisogna attendere 8′ per segnalare il primo tiro in porta. A scagliarlo è Di Roberto, che con un sinistro dai 25 metri chiama alla respinta il portiere andriese Spadavecchia. Rispondono gli ospiti al 12′: Anaclerio pesca in corridoio Sy, il quale entra in area e scarica un diagonale di sinistro che impegna Bremec alla respinta in tuffo. Un minuto più tardi è ancora  il mancino di Di Roberto ad impensierire Spadavecchia, che respinge con difficoltà. Buona occasione per i rossoblu al 16′: Cuneaz lavora bene palla in area avversaria innescando Ferraro, ma l’attaccante, da ottima posizione, spara alto. Un minuto dopo il solito Di Roberto tenta la fortuna di sinistro dalla distanza, ma la sfera sfila sul fondo. Al 23′ è il croato Rajcic a tentare dal limite, ma il suo sinistro lambisce il palo. Il monologo jonico prosegue al 29′ con la spettacolare sforbiciata di Prosperi (servito da un cross di Cuneaz) che termina oltre la traversa. Alla mezzora, invece, la rasoiata di Ferraro, scagliata in piena area avversaria, trova i guanti di Spadavecchia. L’Andria reagisce e si rende pericoloso al 32′ grazie al diagonale di Sy che lambisce il palo alla destra di Bremec. Clamorosa occasione per il Taranto al 42′: Cuneaz dalla sinistra scodella in area, dove l’accorrente Di Roberto cicca la sfera a due passi dalla porta avversaria. Al 46′ i rossoblu passano in vantaggio:   Rajcic mette una grande palla sui piedi di Falconieri, l’attaccante rossoblu disinnesca la tattica del fuorigioco dell’Andria e fredda di sinistro Spadavecchia con un bolide che si insacca sotto l’incrocio. L’esultanza della giovane punta è condita da un gesto poco carino (segno di zittire i tifosi) nei confronti del pubblico, che reagisce con una bordata di fischi. In questo clima grottesco l’arbitro sancisce la fine del primo tempo. Ad inizio ripresa si registrano le prime sostituzioni dell’incontro:  mister Passiatore sostituisce al 2′ l’infortunato Giorgino con il finlandese Taulo, mentre al 9′ Corona avvicenda Ferraro. Prima sostituzione anche nelle fila biancazzurre al 13′: entra Rizzi, esce Doumbia. Incredibile l’occasione gettata alle ortiche dall’Andria al 19′: Rizzi sventaglia in area per Rizzi, il quale tutto solo, da posizione defilata, appoggia per Mezzavilla, che manca il tap-in vincente sulla linea di porta. La palla poi termina al lato tra l’incredulità dei calciatori ospiti. Secondo cambio per gli uomini di Papagni al 26′: Lacarra sostituisce Sy. Stesso minuto per l’ultimo avvicendamento in casa jonica: Falconieri cede il posto a Bolzan. L’ultimo cambio della partita, invece, giunge al 36′: il tecnico Papagni getta nella mischia l’esperto Dionigi al posto di Anaclerio. La partita si trascina stancamente, l’ultimo sussulto si registra al 39′: lo scambio tra Corona e Bolzan porta quest’ultimo alla conclusione. Il suo sinistro dal limite, però,  viene bloccato da Spadavecchia. Non accade più nulla e dopo tre minuti di recupero l’arbitro decreta la fine delle ostilità. Gli atleti jonici scaricano tutta la tensione festeggiando a centrocampo, mentre i tifosi li ricoprono di fischi. Accade anche questo in una stagione assolutamente cervellotica da archiviare al più presto.

TARANTO: Bremec; Calori, Migliaccio, Prosperi, Colombini; Di Roberto, Giorgino (2′ st Taulo), Rajcic, Cuneaz; Falconieri (26’st Bolzan), Ferraro (9′ st Corona). A disposizione: Barasso, Quadri, Triarico, Russo. All. Passiatore

ANDRIA: Spadavecchia, Pierotti, Pomante, Sibilano, Di Simone; Paolucci, Mezzavilla; Chiaretti, Sy (26′ st Lacarra), Doumbia (13′ st Rizzi); Anaclerio (36′ st Dionigi). A disposizione: Locatelli, Iennaco, Polverini, Ceppitelli. All. Papagni

Arbitro: Palazzino di Cimapino (ass.ti Ranghetti di Chiari – Paganessi di Bergamo)

Marcatori: 46′ pt Falconieri (T)

Ammoniti: Ferraro e Taulo per il Taranto

Angoli: 1-2 per l’Andria

Spettatori: 3.500 (assenti i tifosi ospiti per decisione del Casms) 

Enrico Lositowww.calciopress.net

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