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Sergio Mutolo

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Polizia in tenuta antisommossaOggi a Ginevra la Uefa ha sancito la  bocciatura della candidatura italiana per Euro 2016, resa ancor più dolorosa dal fatto di essere stati superati non solo dalla Francia ma anche dalla Turchia. Si scoperchia il vaso di Pandora del nostro calcio obsoleto. I tanti (troppi) nodi irrisolti verrano al pettine, come era inevitabile che fosse. Se i problemi irrisolti non troveranno soluzione, si aprirà una stagione amara per quanti gravitano intorno al sistema. In primo luogo per i tifosi.

Il tema della sicurezza è certamente uno dei più delicati. Sta svuotando gli stadi e avvitando su se stesso un calcio italiano che non ne avrebbe davvero bisogno, viste le annose questioni che già lo affliggono. Le ultime (ondivaghe) decisioni in materia di divieto di trasferte, chiusura di settori ospiti o di interi stadi (come nel caso del Ferraris per Genoa-Milan), impediscono di uscire dalla tunnel in cui il sistema si è infilato.

Il giocatore della Roma De Rossi, intervistato dalla Rai a Verona al termine della partita con il Chievo, ha detto: “Ai tifosi non gli devo dire niente. Sono sempre gli stessi, quelli che ci stavano vicino anche nelle difficoltà. E’ stata una cornice stupenda. Uno stadio così forse non lo vedremo più, perché con queste nuove leggi ci saranno sempre più difficoltà ad andare allo stadio”. L’anticipo a sabato di Milan-Juventus e Lazio-Udinese, per prevenire (ipotetici) incidenti e scontri tra tifoserie legati all’assegnazione dello scudetto all’Inter piuttosto che alla Roma, contribuisce a dare un’idea di come i tanti (troppi) organi preposti all’Ordine Pubblico che si occupano di gestione della sicurezza nel calcio italiano si stiano avviando a perdere definitivamente la bussola.

Partendo dal presupposto che il riordino del calcio inglese (con tutti i limiti che si porta ancora dietro) costò sangue, sudore e lacrime in quanto scaturito dalla tremenda strage di Hillsbourough, non possiamo che concordare con la proposta di Roberto Ghiretti (titolare dell’omonimo studio di consulenza sportiva) quando sostiene che occorrono misure altrettanto drastiche anche in Italia.

Ecco perchè la facciamo nostra e la proponiamo integralmente ai lettori di Calciopress. Per il calcio italiano, considerato il punto di non ritorno verso il quale si sta avviando, è finito il tempo delle opinioni urlate. Ocorre una rivoluzione copernicana omogenea a quella che la commissione Taylor disegnò per il football in Inghilterra ed che ne assicurò una sopravvivenza che si era fatta precaria.

“È arrivato il momento di instituire una commissione simile a quella affidata vent’anni fa al giudice Taylor, in Inghilterra cambiò tutti i modelli. I risultati sono evidenti. Bisogna uscire dalla gestione dell’ordinario. L’Osservatorio ha messo delle pezze buonissime per evitare casini, ma sempre di pezze si tratta. Non mi scandalizzo di una scelta che è servita per sedare un’emergenza, mi scandalizzo di uno sport che è sempre in emergenza. C’è da rivedere il sistema con un programma che cambi il rapporto della società civile con il calcio e si ponga obiettivi precisi. A cominciare da una domanda, che pubblico vogliamo?”. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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