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Mai così in basso. La Nazionale italiana lascia il Sudafrica, senza la propria dignità. Così come la Francia, vicecampione del mondo, gli Azzurri si attestano all’ultimo posto del girone con soli due punti nel mesto carniere. Era dal ’74 che la Nazionale non subiva l’onta di una eliminazione ai gironi di qualificazione. Il semi-blocco Juventus, su cui Lippi aveva puntato a scapito di una stagione bianconera a dir poco disastrosa, non ha dato i suoi frutti. Anzi, forse, è proprio l’asse centrale difensivo, composto da Chiellini e Cannavaro, ad aver deluso maggiormente.

CONFUSIONE LIPPI: Non aveva convinto nessuno in fase di convocazione, e soprattutto non riesce a convincere nemmeno se stesso. La spocchia che in molti gli attribuiscono, spesso paragonata a quella del collega francese, Domenech  e,  che lo aveva portato a pronunciare quel “non succede…ma se succede”, non lo ha di certo aiutato. Così come non è stato assistito dal fattore “C”, molto presente nel mondiale tedesco. Squadra priva di mordente, a tratti imbarazzante in tutte le prestazioni, e soprattutto schierata in campo con la sensazione di vedere tanta confusione tattica. Gli stessi spostamenti fuori ruolo (prove?) di Marchisio prima e Iaquinta poi, stanno a testimoniare come il tecnico viareggino non abbia mai avuto le idee chiare sul da farsi. La stessa insistenza su alcuni giocatori, palesemente fuori forma, è risultata esiziale per una formazione già di per se di livello medio-basso.

CHIELLINI & CANNAVARO: La coppia centrale bianconera, riproposta da Marcello Lippi in questo mondiale, ha proseguito sulla falsa riga del pessimo campionato appena concluso dalla formazione juventina. I tanti gol incassati dalla Juventus, sono stati un preludio pestifero per una Nazionale che ha incassato gol, centralmente e per errori grossolani, in tutte le partite. Non tutta la croce può essere gettata sulla coppia centrale difensiva azzurra. Di certo c’è che la difesa italiana non ha saputo ripetere le prestazioni di Germania 2006, dove aveva subito appena due gol, di cui uno su autorete.

IL CALCIO ITALIANO: Signori c’è poco da fare. Il calcio italiano è questo, oltre a quello delle tessere del tifoso e degli stadi obsoleti e chiusi. Il tasso tecnico è sotto gli occhi di tutti. D’altronde se la squadra campione d’Italia e capace della tripletta, non offre alcun giocatore alla Nazionale, non possiamo chiedere di più. Certo ci sono poi le scelte di un tecnico, che oltre a snobbare la fantasia di Cassano, per motivi che solo lui, il giocatore e forse qualche altro conoscono, non ha preso in considerazione alcuni giocatori, ergo cercare nei suoi convocati dei cloni di quelli restati in Italia.

IL PULLMAN DEI VINCENTI E L’ERA PRANDELLI: Nessuna ressa, nessuna festa, nessun pullman dei vincenti. L’Italia torna a casa nella maniera più brutta possibile. Nessuno chiedeva il bis mondiale, di certo in pochi si aspettavano una debacle del genere. Finisce tristemente l’era di Marcello Lippi sulla panchina azzurra e, forse, in molti gli rimprovereranno più questa eliminazione, che gratitudine per quello vinto. Ora tocca a Cesare Prandelli. A lui vanno gli auguri del tecnico uscente, che in sala stampa, si è assunto tutta la responsabilità di un Mondiale tutto da dimenticare.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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