Calcio in crisi, la posizione della Lega di serie A
E’ il presidente Beretta a delineare la posizione della Lega di Milano, versante serie A, sulla crisi che sta squassando il calcio italiano dopo la debacle sudafricana della nazionale azzurra di Lippi.
Nell’occhio del ciclone è finito il presidente della Figc Giancarlo Abete, accusato dall’opinione pubblica di non volersi dimettere come ha fatto il suo pari grado francese Escalettes e di far finta che niente sia accaduto negli anni in cui ha occupato i vertici del sistema caclio italiano
Beretta spiega: “Siamo regolati da leggi vecchie trent’anni. E’ arrivato il momento di profondi ripensamenti”. Il consigliere Zamparini incalza. “Vogliamo contare di più, come la Premier League”.
I 20 club della serie A non chiederanno la testa di Abete, ma in termini di potere chiedono che la situazione cambi in modo drastico.
Lo scontro con le altre Leghe professionistiche sta diventando quasi epocale. La serie B si dibatte tra mille difficoltà e alcuni club (tra cui quasi sicuramente Ancona e Ascoli) rischiano di partire con una penalizzazione. La Lega Pro è alla canna del gas e uscirà falcidiata dalla crisi economica (Perugia e Rimini hanno già rinunciato in partenza).
E’ mancato il coraggio di fare una vera riforma dei campionati e di puntare senza mezzi termini sui vivai. Macalli, presidente della Prima e Seconda Divisione, è una furia: “E ora ci ritroviamo le squadre Primavera con sette extracomunitari”.
Il tempo della svolta, per il calcio italiano, è ormai arrivato. Con Abete o senza.
So. Gian. – www.calciopress.net
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