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Sergio Mutolo

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Il Consiglio federale del 16 luglio ha definitivamente cancellato dai campionati professionistici 21 società (Ancona in Serie B e 20 in Lega Pro, ndr).

Il presidente della Figc Giancarlo Abete ha affidato al presidente della Lega Pro Mario Macalli un’ampia delega per programmare la riforma dei campionati professionistici.

Il primo grosso problema che Macalli deve affrontare e risolvere è però quale format scegliere per la Lega Pro, considerato che il campionato 2010-2011 è ormai ai nastri di partenza. I punti da considerare sono numerosi. Esaminiamoli in sintesi.

1. Sottraendo alle 90 aventi diritto le 20 escluse (7 club di Prima Divisione e 13 di Seconda Divisione), cui va sommato il club ripescato in B al posto dell’Ancona (Triestina o Hellas Verona, ma occorrono 2milioni di euro pronta cassa), le società iscritte alla Lega Pro sono attualmente 69. I posti disponibili in Prima Divisione sono 8 e quelli in Seconda Divisione 13: in sostanza è stato cancellato qualcosa di più di un intero girone.

2. Il numero delle aventi diritto a disputare il campionato 2010-11 dipenderà dai ripescaggi. Il problema è capire quanti club disporranno del cash necessario per essere riammessi in Prima Divisione (1milione200mila euro) e in Seconda Divisione (600mila). Ovvero se i 21 posti persi potranno essere completamente riabitati.

3. Le aspiranti alla Seconda Divisione provenienti dalla serie D saranno passate al vaglio dalla Commissione Criteri Infrastrutturali (cui la domanda dovrà pervenire entro il 27 luglio) e dalla Commissione Criteri Organizzativi al fine di ottenere le Licenze Nazionali propedeutiche, secondo lo statuto federale, all’iscrizione a un campionato professionistico.

4. Solo al termine delle procedure di ripescaggio – che inizieranno con la domanda presentata entro il 23 luglio e si completeranno con l’elenco delle squadre ammesse ufficializzato il 30 luglio – sarà possibile capire fino a che punto verrà riempito il vuoto lasciato dalle 21 escluse e se potrà essere ripristinato il classico format a 5 gironi (2 gironi di Prima Divisione con 18 squadre ciascuno e 3 di Seconda Divisione con 18 squadre ciascuno).

5. Se ciò non dovesse avvenire – considerati i costi del ripescaggio che si vanno a sommare a spese di gestione che in queste categorie sono altissime – il presidente Macalli e il Consiglio della Lega Pro dovranno modificare il format della Lega Pro già a partire dalla prossima stagione. Le ipotesi sono legate ovviamente al numero di ripescaggi complessivi ufficializzati dal Consiglio federale il 30 luglio: se ne potrà avere una prima idea in base al numero di domande presentate il 23 luglio.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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