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E’ inutile negarlo, il nome di Zeman rievoca fasti di un passato che a Foggia fu considerato dei  miracoli. Quel Foggia, bello e guascone, composto da giocatori quasi sconosciuti ai grandi taccuini ma di sicuro avvenire, fece vivere il grande sogno a una tifoseria calda come è sempre stata quella rossonera. Zeman, Casillo e Pavone. Un trio che riuscì a portare in alto il nome del Foggia e di Foggia.

Il ritorno del boemo, così come quello del presidente Casillo e dell’immancabile Pavone, stanno riportando entusiasmo a Foggia. Riparte quella Zemanlandia alla quale tutti i tifosi, sia quelli che l’hanno vissuta in prima persona che gli altri,  sono sentimentalmente attaccati. C’è da aggiungere che il rischio di non iscriversi al campionato e una salvezza arrivata all’ultimo tuffo avevano fatto presagire pessimi scenari, dissolti proprio dall’arrivo di Casillo. Se la precedente società era stata in grado di formalizzare l’iscrizione, il futuro del Foggia sembrava essere di basso profilo.

Ma un pericolo esiste. Zemanlandia è andata in scena una ventina di anni or sono, con un altro tipo di calcio e soprattutto in ben altra categoria. Il pericolo correla con l’eccesso di entusiasmo con cui la piazza ha accolto questa nuova avventura.

Tutto lecito, e non potrebbe essere altrimenti, ma il danno provocato dal fatto di finire dentro a una nuova delusione sarebbe ancora maggiore. Il calcio di oggi non ha più nulla a che vedere con quello dei tempi di Signori e compagni. La categoria è di quelle ostiche, nelle quali riuscire a emergere è impresa sempre più  ardua. Il blasone di una squadra si appanna di fronte a un torneo sempre più imprevedibile.

A Foggia ora è il momento della passione e dei sogni. L’invasione dei tifosi rossoneri alla presentazione del tecnico boemo ne è la riprova. Terminato il periodo della luna di miele, ci sarà da lavorare duro per entrare con lo spirito giusto nel nuovo campionato.

L’auspicio, per i tifosi del Foggia, è quello di tornare a sognare qualcosa di grande e smetterla di vivere ancora di ricordi.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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