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Sergio Mutolo

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Nulla di nuovo sul bellicoso fronte che si è aperto in tema di extracomunitari tra la Federcalcio di Giancarlo Abete e la Lega Serie A di Maurizio Beretta. Bordate tante e soluzioni poche, almeno finora. Con le due parti schierate sulle rive opposte dello stesso fiume.

Va detto che la decisione del Consiglio federale di limitare il numero di extracomunitari a calciomercato in corso è quanto meno discutibile e non si poteva credere che i club di A l’avrebbero metabolizzata senza manifestare una (giusta) opposizione al provvedimento.

Il fatto è che la scelta di Abete non sposta i termini della precaria situazione in cui versa il calcio italiano, afflitto attualmente da ben altri mali e scivolato in undicesima posizione nel Ranking Fifa.

Né la decisione favorirà l’attesa risalita dei club di serie A nel Ranking Uefa, dove la Germania ci ha tolto il terzo posto che sarà molto difficile da riconquistare.

In tema di eccessivo affollamento di giocatori stranieri meglio sarebbe stato, per incentivare i vivai e indurre a scegliere giocatori nostrani, obbligare per regolamento le squadre italiane a schierare un numero significativo di giocatori (cinque o sei su undici) provenienti dal nostro Paese. Un’ipotesi ventilata da molti addetti ai lavori.

Una decisione troppo semplice da prendere, forse, per dirigenti federali che sembrano aver perso la bussola e il senso delle cose.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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