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Sergio Mutolo

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Quanto inciderà il calo degli abbonamenti sulle presenze, già molto risicate, nei decrepiti stadi italiani? Al momento non ci sono elementi per interpretare in modo organico il trend. I club di serie A e serie B non forniscono infatti dati certi e aggiornati sull’andamento delle rispettive campagne sui propri siti web, nella maggioranza dei casi.

La crisi economica diffusa frena non poco le scelte della gente, chiamata a risolvere problemi e a soddisfare bisogni assai più prioritari. Lo scadimento del prodotto dal punto di vista tecnico e l’obsolescenza degli impianti non aiuta. La concorrenza delle pay tv è sempre più difficile da battere, considerati i prezzi stracciati di vendita dei vari pacchetti.

L’introduzione della Tessera del tifoso sarà la mazzata finale. Ampie frange del tifo organizzato hanno deciso di desistere daIla sottoscrizione degli abbonamenti. in segno di protesta verso la card. Le modalità con cui il ministro dell’Interno Maroni ha deciso di imporla non possono essere accettate facilmente. Ma anche i tifosi normali, di fronte alla serie di intoppi burocratici che si trovano a superare, scelgono spesso di soprassedere.

I risultati negativi cominciano a vedersi. I primi dati che arrivano dalla Juventus e dalla Fiorentina, in serie A, sono scoraggianti. Anche a Torino, piazza da sempre in simbiosi con le maglie granata, la campagna non decolla. In controtendenza l’Atalanta nonostante la retrocessione in B, grazie al cambio di proprietà (il nuovo presidente Percassi riscuote grande fiducia).

Alla lista di club in difficoltà si aggiunge la Lazio, il cui flop assume contorni quasi clamorosi. Alle cause indicate in premessa si aggiunge in questo caso il forte dissenso verso il presidente Lotito, contestato anche nell’ultima uscita della squadra ad Auronzo contro il Vicenza.

La società capitolina avrebbe infatti venduto finora solo1.600 abbonamenti. Un dato da confrontare con le 27.500 tessere staccate lo scorso anno e con l’andamento della campagna allo stesso punto della stagione (alla data odierna era stata già raggiunta quota 8.000).  

I numeri non mentono mai. Dovrebbero far meditare chi occupa le stanze dei bottoni sulla deriva imboccata dal calcio italiano e sulla opportunità di urgenti correttivi, che tardano invece ad arrivare.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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