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La passione del Sud abbinata alla tranquillità della provincia. Caratteristiche apparentemente dissonanti che, però, trovano il proprio crogiolo a Gela. Rocambolesca la storia recentissima dei siciliani. La scorsa stagione, infatti, è stata  caratterizzata, in alcuni frangenti, dal primo posto in Seconda Divisione e da qualche acquisto interessante nel mercato di gennaio, finalizzato a consolidare il primato.

Tutto questo aveva illuso oltremodo l’ambiente, ridimensionato dalla successiva crisi di inizio primavera. Le certezze della squadra hanno iniziato a barcollare e la chiusura del torneo, con l’anonimo settimo posto, ha rappresentato la delusione finale. Insomma il futuro pareva a tinte fosche con il fallimento societario (già vissuto del 2006,anno coinciso con l’ultima partecipazione in C1) dietro l’angolo. Alla fine, comunque, come nelle belle favole, il presidente Tuccio ci ha ripensato, forse anche per sfatare l’alea di malasorte della sua presidenza (due partecipazioni infruttuose ai play-off), ed ha iscritto “last minute” la squadra al torneo. Scelta rivelatasi premiante e propedeutica al ripescaggio in Prima Divisione.

Ad ogni buon conto l’estate vissuta dai bianco-azzurri non è stata facile, in quanto l’organico ha necessitato di un’autentica rifondazione, visto che in rosa erano presenti solo 9 calciatori sotto contratto. Alla guida tecnica è stato riconfermato Nicola Provenza, un autentico talent scout (tra i calciatori lanciati citiamo su tutti Molinaro), sostenitore del 4-3-3, mentre a ricostruire la rosa ci ha pensato il diesse Donnarumma, forte della rinnovata fiducia della proprietà. Largo, allora, agli innesti di spessore: in difesa quello di Cardinale (proveniente dal Potenza), a centrocampo l’ex-empolese Tony D’Amico, Stamilla (gelese doc) e Giardina (giunto dal Cosenza).Tutti bucanieri della terza e quarta serie, a cui sono stati aggiunti giovani di prospettiva come il viola Simone D’Anna (classe 1990) e Petrassi, reduce dall’annata in cadetteria con il Padova. 

Il vero rebus riguarda il reparto offensivo, nel quale manca un vero goleador. Il peso dell’attacco graverà, oltre che sull’esperto Cunzi (riconfermato), sulle giovani spalle del ventunenne Bigazzi (scuola Livorno), del già citato D’Anna e dei sudamericani Franciel e Vegnaduzzo. Per innervare il reparto offensivo, la dirigenza siciliana ha ingaggiato in questi giorni  Emilio Docente (“cavallo di ritorno”): attaccante in grado di fare la differenza in categoria, ma non propriamente un bomber da doppia cifra. Basterà? Lo scopriremo con il fluire del torneo.  A tal proposito l’inizio campionato è stato agrodolce, contrassegnato dalla sconfitta di misura (2-1) a Benevento alla prima giornata, a cui ha fatto seguito la vittoria tra le mura amiche con l’Andria per 2-1. Il siciliani puntano ad una tranquilla salvezza: obiettivo non impossibile se consideriamo il ritrovato entusiasmo dei tifosi, ingrediente essenziale per le gare allo stadio “Presti”.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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