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In cerca del definitivo rilancio. Il trainer toscano ha scelto la Calabria per tornare nel calcio che conta. Dopo le salvezze conquistate con Taranto e Cavese, Stringara si è rimesso in gioco per condurre un campionato di vertice con i lupi e regalare la cadetteria alla piazza silana dopo anni di oblio.

Allora mister, hai conquistato due salvezze in piazze importanti come Cava dei Tirreni e Taranto, quest’anno avverti maggiori responsabilità a Cosenza?
“Insomma…le avevo anche gli scorsi anni. Non è stato facile salvare squadre come la Cavese e il Taranto. L’obiettivo dell’allenatore è conquistare più punti possibili in ogni situazione, quindi sia per la salvezza che per conquistare la promozione”

Quali sono gli obiettivi prefissati con la società silana per il torneo in corso?
“La dirigenza mi ha chiesto di fare bene. Medesime richieste avevo ricevuto a Cava dei Tirreni e a Taranto. Magari qui l’obiettivo è arrivare tra i primi e noi cercheremo di centrarlo”.

Possiedi, almeno sulla carta, una formazione competitiva e ricca di elementi di esperienza, senza dimenticare alcuni grossi nomi. C’è il rischio di avere troppe “primedonne”?
“No, perchè abbiamo capito che se facciamo le primedonne vinceremo poco. Dobbiamo metterci a disposizione con tantissima umiltà ed eliminare alcuni fronzoli. Altrimenti saranno guai”

Parliamo dell’attuale torneo. Quando emergeranno i reali valori del torneo?
“Intanto non sottovaluterei la Lucchese e l’Atletico Roma, in quanto sono due ottime squadre reduci da campionati vittoriosi. Hanno ancora la vittoria nella testa e sono cariche di entusiasmo. Penso, comunque, che i reali valori verranno fuori nella prima parte del girone di ritorno”

Domenica prossima sarai uno degli ex della gara. Cosa ti manca della città di Taranto?
“Sono sensazioni ed emozioni diverse. Per esempio, in questo momento ho di fronte le prime pendici della Sila: uno spettacolo eccezionale. Come lo è il mare di Taranto. Qui mi manca il mare, mentre li, magari, mi mancavano questi  paesaggi. In ogni caso sento la mancanza della città che non conoscevo ed ho scoperto. Sicuramente è un presenza indelebile dentro di me”

Negli ultimi tre anni ha allenato in altrettante piazze calde con situazioni difficili. E’ un caso?
“No, perché so assumermi le responsabilità che mi competono. Magari, se non avessi avuto questo spirito, avrei svolto un’altra professione. Per esempio avrei lavorato nel comune di Livorno”

Enrico Losito – Antonello Napolitano – www.calciopress.net

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