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Sergio Mutolo

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Il Palermo passa al Franchi e mette a nudo tutti i difetti della Fiorentina. Un risultato che sta stretto ai rosanero di Delio Rossi, artefici nel primo tempo della gara perfetta. La splendida rete del 2-0 segnata da Pastore (nella foto), dopo uno scambio con Nocerino, è stata applaudita da tutto lo stadio. Nel secondo tempo la squadra siciliana è apparsa più contratta, ma non va dimenticato che solo tre giorni prima aveva giocato in Europa League con il Losanna. Questo successo regala al campionato italiano di Serie A TIM, che ne ha bisogno come il pane, la bella novità di una squadra giovane e capace di divertire (divertendosi) il sempre più risicato pubblico da stadio. Niente di sorprendente, se si analizzano i fattori determinanti di una esplosione annunciata.

La società. Il presidente Zamparini è un patron vulcanico e talora sopra le righe, ma conosce assai bene il prodotto che gestisce. Non a caso il Palermo ha uno dei bilanci migliori in ambito Uefa e sta dentro a tutti i parametri del fair play finanziario imposto da Michel Platini. Il suo braccio destro Sagramola (già artefice del fenomeno Lodigiani) è un dirigente competente e discreto, due doti difficili da trovare in una stagione così povera di leader. Infine il direttore sportivo Walter Sabatini, uno che lavora sottotraccia ma è capace di portare a Palermo per pochi spiccioli (8oomila euro) un giocatore del livello di Ilicic segnalatogli dal suo stesso presidente.

L’allenatore. Delio Rossi, nonostante la convivenza spesso difficile con patron Zamparini, sta facendo a Palermo un lavoro splendido. Si tratta di un tecnico, davvero sottostimato nel desolante panorama del calcio italiano, abile a giocare con il modulo che meglio si adatta all’avversario di turno. Ieri, con la Fiorentina, ha optato per l’albero di Natale (il 4-3-2-1) grazie al quale Carlo Ancelotti ha vinto quasi tutto con il Milan. Ha utilizzato due trequartisti magici, perchè tali sono Pastore e Ilicic, a sostegno di una punta mobile come Pinilla. Altre volte ha scelto il 4-3-1-2, lasciando la trequarti sulle spalle del solo Pastore. Da ora in avanti sarà difficile tenere fuori uno come Ilicic, visto che il filiforme sloveno ha la dinamite nel piede sinistro. Da sottolineare, infine, la grande abilità di Rossi nel gestire un gruppo giovane oltre misura per l’ossificato calcio italiano. Non ha nessuna paura di buttarli in campo, i giovani. A un certo punto, nel secondo tempo, al Franchi ha schierato in contemporanea due ’90 (Munoz e Hernandez) e un ’92 (Kasami). Chapeau.

La squadra. Chi ha avuto la fortuna di assistere al primo tempo della partita di ieri con la Fiorentina, ha potuto ammirare una delle migliori squadre del torneo. Un gruppo di talentini che sa mettere nel gioco la verve di cui i giovani dispongono in dosi industriali e ha divertito divertendosi. Merce rara di questi tempi. Nessuno ha tradito le aspettative. In gran salute la difesa, dall’ottimo portiere Sirigu (’87) ai due laterali sempre proiettati in avanti (Cassani ’83 e Balzaretti ’81) fino alla poderosa e tecnica coppia di centrali (Munoz ’90 e Bovo ’83). Un centrocampo che sa fare barriera ma è abile nelle ripartenze, formato dal prode Migliaccio (’81, uno dei più esperti), dal solido Bacinovic (’89) e dal corridore Nocerino (’85). Sui due trequartisti (Pastore ’89 e Ilicic ’88) c’è ben poco altro da dire: non hanno mai smesso di stupire e divertire il pubblico, con giocate di gran classe. In avanti, prima Pinilla (’84) e poi Hernandez (’90) hanno fatto il diavolo a quattro tenendo costantemente in allarme la difesa viola. E pensare che ieri mancavano Miccoli (’79) e Liverani (’76), punti di riferimento anche in rapporto alla loro grande esperienza. Giovani e forti anche i (cosiddetti) rincalzi. Il secondo portiere Benussi (’81), i difensori (Garcia ’88, Darmian ’89, Golan ’80, Glick ‘88), i centrocampisti (Rigoni ’90, Kasami ’92) e l’attaccante Maccarone (’79, anche lui bomber di lungo corso). In quanto alla elencazione dei dati anagrafici, è l’indice della rotta verso la quale dirigere un calcio che sta andando per altri versi alla deriva.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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