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L’ottava giornata di campionato ha fatto registrare la sesta vittoria su otto gare di una Lazio che tenta la mini fuga. Delude ancora una volta la gara “antipasto” delle 12:30, orario forse indigesto per le squadre italiane. Questa volta è toccato a Parma e Roma presentare uno spettacolo impresentabile. Frena la sua rincorsa la Juventus, che fa registrare il “caso” Krasic. Udinese, Genoa, Lecce e Chievo mettono punti pesanti in cascina. Spettacolo al San Paolo in un posticipo pirotecnico, che vede il Milan corsaro scavalcare l’Inter al secondo posto in classifica.

L’anticipo: Torna il sorriso alla Fiorentina, che al Franchi batte un Bari evanescente, capace in tutti i 90’ di gioco a tirare una sola volta verso la porta di Frey. La squadra di Mihajlovic pur non sfoderando una prestazione sopra le righe riesce ad avere ragione dei pugliesi grazie alle reti di Donadel e Gilardino, cogliendo una vittoria se non ancora scaccia crisi, capace comunque di dare respiro ad una situazione che stava facendosi pericolosa. Da segnalare prima della gara la festa riservata a Giancarlo Antonioni, fresco vincitore del Golden Foot, accolto dai suoi tifosi con una vera e propria standing ovation.

Antipasto al Valium: Brutta, bruttissima partita quella andata in scena al Tardini dove Parma e Roma hanno dato vita ad uno spettacolo poco gradito ai presenti e ai lontani giapponesi collegati con la pay tv. Non per giustificare due formazioni che comunque fino a questo punto del campionato hanno deluso i propri sostenitori, ma non è un caso che le gare disputate all’ora di pranzo non hanno regalato emozioni. Vogliamo a tutti i costi vendere un prodotto, che così come confezionato, diventerà a breve un flop colossale. Un pareggio a reti inviolate e privo di gioco che non può essere uno spot per il calcio italiano. Sarà bene ripensarci, prima che sia troppo tardi. Per fortuna che le emozioni si erano già vissute con l’impresa della Ferrari di Alonso … altrimenti ci annoiavamo.

Pomeriggio da fuga: La Lazio fa sei, come le vittorie ottenute nelle otto giornate sin qui disputate. L’Aquila propiziatoria fa tremare l’Olimpico quando si ferma sul tetto dello stadio, ma alla fine anche un buon Cagliari cede l’onore delle armi alla truppa di Reja, sempre più sola al comando. Gli isolani recriminano per qualche decisione arbitrale, e Bisoli elogia la sua squadra convinto del fatto che il Cagliari non meritava la sconfitta. Fatto sta che la Lazio allunga in classifica.

La Juventus frena bruscamente la sua rimonte  a Bologna, fermata sul pari dai ragazzi di Malesani. Una giornata incolore per i bianconeri che sbagliano dagli undici metri con Iaquinta un rigore concesso dal Signor De Marco (pessima la sua conduzione di gara) che ha abboccato ad un tuffo plateale di Krasic. Per la legge non scritta del calcio (statistiche alla mano) quando il rigore non c’è di solito lo si sbaglia. Ed anche in questa occasione la cabala ha fatto centro. Ora ci si attende una squalifica di due giornate per il serbo per condotta antisportiva.

L’Udinese continua nel suo cammino verso lidi più sicuri. A farne le spese un Palermo presuntuoso che ha lasciato in Sicilia l’umiltà che ne aveva garantito le ottime prestazioni di inizio stagione. Infuriato con la propria squadra il tecnico Delio Rossi, che ha parlato apertamente di supponenza e di una lezione che spera possa servire da lezione per i baldanzosi ragazzi in rosanero. Per l’Udinese la conferma che se riuscirà a mantenere questo stato di forma i patemi d’animo della scorsa stagione possono diventare solo un brutto ricordo.

Il Lecce sorprende ancora. Contro l’ex sorpresa  Brescia, la squadra di De Canio mette a segno tre punti importantissimi per la corsa alla salvezza. Contro una diretta avversaria, Ofere e Di Michele mettono a tacere le velleità delle rondinelle in vantaggio con il solito Caracciolo.  Ma il solo “Airone” non può bastare alla squadra di Iachini, che ora comincia a fare i conti con una classifica che si sta facendo pericolosa.

Non basta al Genoa di Gasperini battere un Catania rinunciatario per placare il vulcanico presidente Preziosi, che sembra deciso a cambiare rotta. Si vocifera di un possibile avvicendamento in panchina, con l’ex laziale Ballardini in pole position per sostituire l’attuale tecnico rossoblu. Una partita non bella, grazie anche alla tattica rinunciataria di un Catania giunto in Liguria con il chiaro intento di portare via un pareggio. Alla fine la squadra di Giampaolo paga questo tipo di comportamento, con una sconfitta malò digerita dalla proprietà etnea.

Il Chievo riesce in extremis ad avere ragione di un Cesena gagliardo e mai domo. Fanno tutto i gialloblu scaligeri prima in gol con Cesar, poi segnando nella propria rete con Guana. A togliere le castagne dal fuoco a Pioli ci pensa Thereau che all’ultimo secondo trafigge l’ottimo Antonioli, per la gioia del presidente Campedelli … quello del Chievo, si intende.

Nella serata di San Siro, l’Inter non va al di la di un pari contro una Sampdoria volenterosa e cinica. I blucerchiati passano addirittura in vantaggio con Guberti, ma l’azione pare viziata da un fallo di Cassano su Chivu. A rimettere le cose al posto giusto ci pensa il solito Eto’o che capitalizza nel migliore dei modi un predominio nerazzurro apparso a tratti sterile e in alcuni casi disinnescato dalla serata di grazia di Curci. Non a caso il gol del pareggio interista capita proprio quando il portiere romano della Samp è costretto a lasciare il campo per infortunio.

Lunedì insolito: Questa giornata di solito è riservata ai posticipi di Lega Pro (tranquilli, Ravenna – Alessandria si gioca) e di Serie B. Questa volta se ne impossessano Napoli e Milan, che danno vita ad una gara vibrante e dai grandi contenuti. Alla fine la spunta il Milan, ma il Napoli esce tra gli applausi scroscianti del San Paolo. La colpa della squadra di Mazzarri sta forse nel fatto di aver concesso i primi venti minuti ad un Milan apparso voglioso di riscatto, dopo la delusione di Madrid. Reazione veemente dei partenopei che nel finale riaprono la gara. Un gran bel posticipo che ripaga appieno la voglia di bel calcio che in tanti vorrebbero vedere più continuamente.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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