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Cent’anni di storia da ricordare tra alti e bassi ma, soprattutto, tra le pieghe di un calcio pionieristico infarcito di racconti che scaldano il  cuore. Tanta gavetta per un club nato dall’iniziativa di un gruppo di amici. Alcune fonti fanno addirittura risalire la definizione di “molossi” al furore dimostrato in campo dai giovani rossoneri. I capitoli del libro scorrono tra i tornei di Prima e Seconda Divisione (l’attuale Lega Pro), stagioni spesso turbolente, dove le vittorie si alternano a cocenti delusioni.

Una delle fasi più esaltanti si registra negli anni del secondo dopoguerra, infatti la Nocerina vince lo spareggio contro il Monopoli e approda in serie B. Siamo nella stagione 1946-47: un’annata storica per il calcio rossonero. La gioia, però, dura poco, in quanto l’anno successivo i nocerini devono incassare una amara retrocessione che funge da spartiacque. La società, infatti, si barcamena nelle serie minori, nelle quali le soddisfazioni sono davvero poche. Di rilievo, ma siamo già qualche lustro più avanti, la conquista dello scudetto Dilettanti nella stagione 1961-62.

Serviranno ben 22 anni (1973-74) per il ritorno in serie C. La città sogna il ritorno in cadetteria che giunge, dopo trenta anni, nel 1977-78. La squadra, guidata da un giovane e rampante Bruno Giorgi, si impone per 2-1 sul Catania nello spareggio di Catanzaro. Ma anche questa nuova esperienza nel calcio professionistico dura un batter di ciglio, perchè i campani lasciano la B dopo solo un anno di permanenza.

Il ritorno in C1 è traumatico: gli anni ottanta sono vissuti pericolosamente in un ascensore che conduce dalla terza (C1) alla quarta serie (C2) con viaggi d’andata e ritorno. La società rossonera rischia anche il fallimento nell’estate del 1987, ma il contributo economico dei tifosi, attraverso una raccolta fondi, si rivela propedeutico alla salvezza del club. La disfatta è solo rimandata di un anno in quanto, nell’estate del 1988, la squadra retrocede in C2 e fallisce a causa dell’ormai cronica crisi economica.

La ripartenza avviene in promozione: il salvacondotto è costituito dall’acquisto del titolo sportivo del Nocera Superiore. Il purgatorio, comunque, è relativamente breve, in quanto  nel volgere di un quinquennio vengono riconquistati i campionati professionistici. Non mancano  alcune firme illustri, su tutte un “giovane” Gigi Delneri che siede in panchina durante la meta degli anni novanta. L’attuale allenatore della Juventus fa sognare l’intera città: nella stagione ’94-95 conquista la C1, mentre l’anno dopo giunge fino alla semifinale play-off, dove incontra l’Ascoli a sbarrargli la strada per la B. Le annate seguenti sono segnate da salvezze sofferte ai play out. Bisogna attendere l’avvento di mister Gianni Simonelli (’97-98) per riaccarezzare il sogno della cadetteria. Il Professore conduce i rossoneri al terzo posto nella regular season con conseguente conquista dei play off. I molossi superano in semifinale il Gualdo, ma sono costretti a issare bandiera bianca di fronte alla corazzata Ternana, guidata proprio dall’ex Delneri. La serie B è nuovamente stregata.

Il nuovo millennio non si apre nel migliore dei modi, in quanto a tornei anonimi si susseguono amare retrocessioni: prima in C2 (2001-02) e poi in D (2006-07). Di pari passo procedono le crisi societarie e i cambi di mano alla presidenza del sodalizio campano. I molossi rivedono la luce nella stagione 2008-09: l’undici,guidato da Matteo Pastore, conquista il secondo posto in campionato alle spalle del Brindisi ed ottiene la qualificazione all’infinita lotteria dei play off. La squadra supera le forche caudine dei gironi nazionali e vince sia la semifinale con il Sapri che la finalissima contro il Vico Equense. Per questo viene ammessa al torneo di Seconda Divisione Lega Pro.

Tutto il resto fa parte della stretta attualità: il sodalizio, capitanato dal presidente Citrella, viene ripescato in estate in Prima Divisione “grazie” alle dipartite di varie società. La costruzione della squadra viene affidata al giovane diesse Ivano Pastore, ex calciatore di Taranto e Catanzano. Il dirigente campano costruisce una rosa composta da esperti pirati della categoria. Tutti elementi abituati a navigare in acque agitate, ma anche a disputare tornei di vertice. L’identikit ci riporta alla mente i vari Gori, De Liguori, Galizia, Castaldo e Catania. Il tempo non ha affatto scalfito il loro ardore agonistico, gli occhi di tigre ci sono ancora. Altri sono giovani virgulti in cerca di riscatto e, in alcuni casi, forse troppo frettolosamente scaricati nel recente passato: Marsili e Bolzan fungono da testimonial.

I rossoneri costituiscono, al momento, una miscela esplosiva di organizzazione tattica e furore agonistico. Chiedete informazioni a Atletico Roma e Ternana, entrambe asfaltate tra le mura amiche. Abbiamo omesso qualcosa? Certo, la conduzione tecnica. Affidata all’indubbia esperienza di Gaetano Auteri che ha plasmato i suoi sull’aggressivo 3-4-3. Ogni elemento in questa squadra  probabilmente ha qualcosa da dimostrare e,sopratutto, tanta voglia di riscatto. Perchè la rabbia è uno stato dell’animo difficile da seppellire. 

Enrico Losito – www.calciopress.net

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