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Prosegue sul web l’aspra querelle tra Diego Della Valle (ex patron e ex presidente onorario della Fiorentina) e Oliviero Beha (giornalista de Il Fatto Quotidiano), interessante per comprendere il ruolo sociale che il calcio ancora riveste nell’immaginario collettivo.

Confronto pubblico accettato, come si legge nella risposta di Beha a Della Valle sul suo blog. La riportiamo integralmente (nella foto, tifosi in Curva Fiesole allo stadio Franchi di Firenze).

“Caro Della Valle, ricevo la Sua lettera aperta addirittura da New York, dove Le è stato consegnato uno strameritatissimo “Fashion Award” con strette di mano – mi dicono – di Richard Gere. Ma qui il punto temo sia un altro…

Mi dedica uno scrittino pieno di insulti, naturalmente senza contestare una sola mia affermazione, notizia, cifra ecc., con la premessa che pur potendolo fare non mi querelerà. Ciò è molto nobile da parte Sua, ma anche molto prudente: presumo che una condanna per la cosiddetta “lite temeraria” (sa, in questo giornale ho colleghi esperti del ramo…) non Le avrebbe fatto molto piacere. Lei vuole un dibattito pubblico, mi “sfida” (da cavaliere di una volta senza macchia e senza paura…) a duello. Le anticipo che naturalmente accetto e raccoglierò il Suo guanto, di pelle, di maglia ferrata o di lattice. Ma di questo poi.

Senza entrare nel merito delle offese almeno per ora, mi accusa di “usare” il mio giornale per un’opera di “killeraggio”, “nascondendomi dietro la professione”. Bizzarro. Sarebbe come se io La accusassi di utilizzare i numerosi giornali di cui è azionista e comproprietario per difendersi… So che Lei, Don Diego senza macchia ecc., non lo farebbe mai…

Sostiene poi che odio la Fiorentina perché non mi è stato consentito di farne il “suggeritore tecnico”. Questa è bella davvero, ed è la prima volta che la sento. Ma è riduttiva: davvero non sapeva che casomai vorrei farLe da suggeritore per il club e per le scarpe, per i Fondi e per i Treni, per le Sue frequentazioni e il Suo spessore politico ecc. ecc.?

Come è riduttiva la faccenda “dei fiorentini cui far sapere in un dibattito pubblico la verità”. Perché solo ai fiorentini e non agli italiani tutti, magari anche ai connazionali delocalizzati all’estero come certi suoi prodotti? Non hanno forse diritto anche loro a saperne di più sui rapporti tra calcio e potere, club e cittadinanza, interessi di settore e interessi collegati, cioè tutto ciò di cui mi sono occupato per due anni la domenica, nel Tg3 delle 19, prima che stranamente ne venissi estromesso due mesi fa?

Dunque accetto il “duello”. Mi faccia sapere chi sono i suoi padrini e che arbitro/giudice vorrebbe. Per il luogo, dovendo parlare a una platea numerosa che penderà dalle Sue labbra, scelga Lei tra i Conventi delle Carmelitane (non dirò scalze…) che abitualmente frequenta: preferisce Porta a Porta, Annozero o Ballarò? Accetto fin da ora una qualsiasi delle tre piazze mediatiche e su qualunque argomento (con ogni arma). Mi fa sapere? (da Il Fatto Quotidiano del 31 ottobre 2010)”.

Della Valle-Beha, arsenico e vecchi merletti

Redazioneweb – www.calciopress.net

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