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Sergio Mutolo

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Il Tottenham è quinto in classifica con quindici punti nella Premier League inglese, appaiato al WBA e staccato di ben dieci lunghezze dal Chelsea capolista di Carlo Ancelotti. E’ da questo dato che bisogna partire per valutare la dolorosa sconfitta dell’Inter di Moratti e Benitez al White Hart Lane di Londra (nella foto).

Sarà il caso di riflettere a fondo su quanto sta capitando al calcio italiano se l’Inter campione d’Europa uscente fa sembrare perfetta anche una squadra non trascendentale come il Tottenham, esattamente come è accaduto ieri sera, per poi essere affondata sotto il pesante fardello di tre reti in una partita di Champions League.

Una situazione che per i club di Serie A TIM si sta ripetendo troppe volte, a prescindere dall’avversario di turno (ucraini, bielorussi, austriaci, svizzeri e quant’altro), per essere interpretabile come un caso isolato dovuto a una giornata storta.

Si tratta cioè di capire quanto ieri sera siano stati grandi gli Spurs e quanto invece piccoli i nerazzurri, nel determinare un risultato finale che umilia a livello internazionale il Belpaese. Ancora una volta e ancora di più, vista la corazzata che ieri mettevamo in campo.

Nel caso specifico anche l’Inter, perso il suo abile nocchiero Josè Mourinho che la teneva comunque a galla, si è dimostrata una barchetta con le vele rotte. Un natante che va a fondo al primo colpo di vento.

Inutile continuare a perdersi, in casi come questi, in vaghe disquisizioni tecniche. Come pure lasciarsi andare ad analisi della partita in senso stretto. Tra Tottenham e Inter esiste, a livello di “grande stroria del club” e di potenzialità economica, un gap megalitico che però in campo non si è visto. I ruoli sono apparsi anzi rovesciati, come era (quasi) inevitabile che fosse vista la mediocrità tecnica del nostro campionato e la deriva del sistema calcio nel suo insieme.

In Italia (nel calcio e non solo) la situazione è sempre seria ma non grave, come sosteneva Ennio Flaiano? Sarà pure così, ma i tempi bui che stiamo vivendo esigerebbero di prendere una buona volta il toro per le corna. I problemi da cui siamo gravati, ai vari livelli, non possono più essere elusi. Diversamente la risalita del sistema paese e del sistema calcio saranno destinati a restare per lungo tempo un’Araba Fenice.

Calcio, occorre una svolta per ripartire 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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