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La 10a giornata di campionato ha fatto registrare un esonero importante. Il Genoa ha risolto il rapporto con Giampaolo Gasperini. Al suo posto, alla conduzione tecnica della squadra, è stato chiamato l’ex Lazio Ballardini. Fatale per Gasperini la sconfitta nel posticipo contro il Palermo, anche se da tempo si vociferava di un imminente cambio di allenatore al Genoa. Per quanto riguarda il campo, la Roma si aggiudica il derby tra mille polemiche arbitrali. Fiorentina e Bologna rialzano la testa. Napoli, Palermo e Milan vanno a gonfie vele.

Gli anticipi del sabato hanno visto il Bologna prevalere su un Lecce combattivo, ma che nulla ha potuto dinnanzi al ritrovato bomber Marco Di Vaio. La gara si decide nel finale, quando i rossoblu infilano per due volte in un minuto la porta difesa dal giallorosso Rosati. Altra serata storta per L’Inter che, a San Siro contro il Catania, non va al di là del pareggio. Ma quel che è peggio è che deve ancora fare i conti con la sfortuna. Benitez, oltre al risultato non certo favorevole, perde per infortunio Maicon e Samuel. Il primo a causa di una contrattura. Ben più grave l’infortunio a “The wall”, che ne avrà per sei mesi circa.

Ancora una brutta gara quella disputata a mezzogiorno. Questa volta a fare una brutta figura sono Fiorentina e Chievo che, come nelle altre occasioni, non riescono a digerire un orario assurdo che anche al Franchi ha portato il vuoto sugli spalti. Alla fine i viola si aggiudicano il match in virtù della determinazione mancata nel Chievo, giunto in Toscana con il chiaro intento di portare a casa un punto. Pioli ha pagato a caro prezzo questo tipo di atteggiamento. Se avesse osato di più, forse avrebbe potuto impensierire oltremodo una Fiorentina ancora alla ricerca del gioco. Ma ai gigliati per ora va bene così.

E’ la domenica del derby capitolino. La Lazio affronta da capolista una Roma alla ricerca della continuità. Sarà un caso ma l’aquila Olimpia, tenuta a riposo dalla decisione del Prefetto di Roma, ha fatto da brutto presagio. E’ stato un bel derby, con i giallorossi più propositivi sul fronte del gioco. La spunta la Roma grazie a due calci di rigore, apparsi palesi così come lo era uno per la Lazio. Una gara caratterizzate dalle polemiche del dopo gara. Ma il derby romano lo sarà sempre. Un Milan spumeggiante quanto preoccupante espugna il San Nicola inguaiando il Bari di Ventura, ora ultimo in classifica. I rossoneri hanno dato la sensazione di essere tornata ad essere squadra quadrata, capace di fare sempre la partita. Tuttavia le amnesie difensive mettono in serio pericolo quanto di buono riescono a produrre gli avanti di Allegri. Il Bari dovrà specchiarsi meno e mettere più sostanza nelle sue prestazioni se non vuole rischiare di sprofondare in basso. La Juventus con grande fatica si sbarazza di un Cesena giunto all’Olimpico con il chiaro intento di non subire il blasone degli avversari. Per larghi tratti la squadra di Ficcadenti ha giocato da grande mettendo in seria difficoltà la squadra di Delneri. Il rigore, e la successiva espulsione di Pellegrino, hanno complicato enormemente le cose in casa Cesena. Ne ha approfittato la Juventus, che alla lunga ha meritato i tre punti. Il Napoli prosegue la sua corsa verso i vertici alti della classifica. Lo fa nel nome di Cavani, autore della doppietta che piega le velleità del Parma. La squadra di Pasquale Marino non si è comportata male, ma i partenopei sono apparsi di ben altra caratura e con un Cavani una spanna sopra gli altri. Una bella partita, dopo le delusioni di Europa League, per un Napoli che vuole provarci sino alla fine. La Sampdoria non va al di là di uno striminzito pareggio contro un Catania al quale il risultato va più che bene. I blucerchiati, inutile dirlo, pagano l’assenza di un Cassano capace di prendere in mano la squadra nei momenti di difficoltà e dare quella fantasia che è sembrata mancare agli uomini di Di Carlo. Udinese e Cagliari si spartiscono la posta in un pareggio contornato dal gran gol di Daniele Conti, alla sua seconda marcatura in questa stagione. Un risultato sostanzialmente giusto tra due squadre che hanno provato a superarsi senza risparmiarsi.

Come detto in apertura, la sconfitta nel posticipo del Genoa a Palermo è costata la panchina a Giampaolo Gasperini. Al suo posto Ballardini, che in molti (noi compresi) avevano già dato per scontato successore al primo insuccesso dei rossoblu. Il Palermo ha disputato una gara perfetta, giocata su ritmi alti, con Pastore a fare da mattatore e Pinilla da finalizzatore. Una serata di festa al Barbera e non solo per la vittoria sul Genoa, ma anche per il ritorno in campo dopo una lunga assenza di Fabrizio Miccoli.

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