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Sinergie di quartiere per una sfera di cuoio conducono alla  fondazione del Siracusa Calcio (nalla foto, lo stadio). Siamo nel 1924 in piena epoca fascista: il neonato club siciliano non sfugge al regime e bagna il suo esordio assoluto con una divisa completamente nera come il risultato della partita: 6-1 in favore degli antagonisti della Centurion, team composto da marinai inglesi. Il primo decennio è infarcito di delusioni: due promozioni in B sfiorare (1932-33 e 33-34) e doloroso fallimento nel ’35. Le soddisfazioni, comunque, giungono nel dopoguerra, precisamente nel 1946, allorquando la squadra consegue la prima storica promozione in cadetteria, seppure conquistata a tavolino. E’ l’inizio di un  quinquennio ricco di soddisfazioni e di una militanza stabile nella seconda serie nazionale, partecipazione impreziosita dal 5° posto finale raggiunto nella stagione 1946-47. La bruciante retrocessione si materializza alla fine del torneo 1952-53. Un stagione spartiacque, perchè gli azzurri non riusciranno più a raggiungere la B, malgrado la presenza di nomi altisonanti come il tecnico Čestmír Vycpálek che siede sulla panchina siracusana nel 1959-60.

Gli anni sessanta, invece, sono segnati dalla costante militanza in terza serie. L’amaro, però, è in fondo al calice, perchè nel 1968 la squadra retrocede in serie D. La risalita, comunque, è abbastanza repentina: serve, infatti, soltanto un biennio per rientrare tra i professionisti. Il merito è di una fausta monetina che permette al Siracusa di avere la meglio sui Cantieri Navali Palermo nello spareggio promozione. Seguono ben venticinque anni spesi tra C1 e C2 con qualche cambio di denominazione. L’orologio del tempo si ferma in un’annata paradossale: stagione 1994-95. I siciliani si piazzano al quinto posto della regular session e disputano gli spareggi play off contro l’Avellino. Sono gli irpini a prevalere cancellando i sogni dei tifosi azzurri. Il peggio è  conseguenziale: il club è stretto dalla morsa dei debiti e fallisce. La successiva radiazione certifica il disastro.

Si riparte con una nuova società denominata U.S. Siracusa Marcozzi  che viene iscritta al campionato di Promozione. Serviranno quasi tre lustri per riportare il calcio professionistico nella città siciliana, precisamente nell’annata 2008-09 coronata dalla vittoria del torneo di serie D. Il ripescaggio in Prima Divisione della scorsa stagione completa l’opera di rilancio del club. L’inizio dell’attuale torneo, però, è scioccante. L’undici guidato da Giuseppe Romano non riesce a trovare la giusta quadratura, ovviamente la classifica è una cartina di tornasole impietosa: zero punti nelle prime cinque gara. Per questo la società decide di esonerare il tecnico, che paga lo scotto dell’esordio in terza serie, e si affida alle mani esperte di Giudo Ugolotti.

Il trainer toscano ridisegna l’assetto tattico utilizzando il 4-2-3-1, modulo più consono alla caratteristiche degli uomini a disposizione. Vengono rivitalizzati i difensori Ignoffo e Lucenti, il centrocampista Spinelli e il centravanti Cosa, tutti elementi di provata esperienza. Al loro fianco crescono le prestazioni di elementi talentuosi come Mancosu, reduce dal torneo in cadetteria con l’Empoli, e Nicola Mancino (ex Foggia). In buona sostanza Ugolotti rappresenta la cura giusta per un organico dalle qualità ancora inesplorate. Del resto i risultati del nuovo mister parlano chiaro: 18 punti (5 vittorie, 3 pareggi, 1 sconfitta) conquistati in 9 gare. Al momento gli aretusei sono a ridosso della zona play off, distante soltanto due punti. Trovata la cura è lecito sognare. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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