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Senza esclusione di colpi: questa è stata Foligno-Nocerina. I falchetti hanno tenuto in mano il pallino del gioco per larghi tratti, in particolare nel primo tempo, ma alla fine si sono dovuti arrendere alla malasorte condita da qualche decisione arbitrale discutibile. Il primo episodio infausto per gli umbri avviene al 40′ del primo tempo: il portiere Rossini è costretto ad abbandonare il campo per la rottura del setto nasale, provocata da un intervento (involontario) del molosso Di Maio. L’estremo difensore viene avvicendato dal suo secondo Zandrini. Nella ripresa, invece, il direttore di gara Pairetto non ravvisa una spinta ai danni di Giovannini, mentre al 38′ viene annullata una rete per fuorigioco a La Mantia. Tra i due episodi sfortunati per i biancazzurri giunge la rete degli ospiti: il missile al volo scagliato da Marsili risulta imparabile per Zandrini. Il Foligno tenta disperatamente di raggiungere il pari, ma i rossoneri controllano a dovere le sfuriate avversarie fino al termine del match. La vittoria di misura permette a Castaldo e compagni di allungare in vetta, mentre per i ragazzi di Matrecano è crisi profonda.

Interrompe la striscia di dieci risultati utili consecutivi il Benevento di Cuttone. Gli stregoni cadono allo Zaccheria di Foggia in un incontro dagli alti contenuti tecnico-agonistici. Sono proprio i campani a passare in vantaggio in modo paradossale. Corre il 14′ minuto, quando il foggiano Varga colpisce il palo, sul rovesciamento di fronte gli ospiti passano con D’Anna. A questo punto i satanelli si riversano disordinatamente in avanti, ma le occasioni migliori capitano sui piedi dei campani. La caparbietà dei ragazzi di Zeman, comunque, viene premiata al 38′ della prima frazione: Sau firma in pari con una marcatura da rapace d’area di rigore. Lo stesso attaccante dauno raddoppia all’11’ della ripresa finalizzando con il tacco una bella trama di gioco dei compagni. Al 25′ i padroni di casa potrebbero triplicare su rigore, ma Insigne si lascia ipnotizzare da Aldegani che neutralizza il tiro dagli undici metri. Il Benevento prova a riacciuffare la gara, ma sia l’imprecisione degli avanti giallorossi che la bravura del portiere Santarelli negano la marcatura. C’è anche il tempo per le recriminazioni sannite, quando al 40′ l’arbitro non assegna il penalty per un fallo in area di Torta su Pintori. Termina 2-1 per il Foggia che si issa al quarto posto in classifica.

Prosegue la striscia positiva (8 risultati utili consecutivi) del Siracusa targato Ugolotti. Stavolta a cadere sotto i colpi di Cosa e compagni è il blasonato Taranto, costretto a piegarsi di fronte al cinismo dei siracusani, ma anche vittima dei propri usuali “mali” da trasferta. A risolvere la contesa ci pensa Mancino al 18′ del primo tempo. Il fantasista azzurro sfrutta un indecisione del difensore jonico Cutrupi e batte  Bremec con un preciso pallonetto. La reazione jonica è flebile e si materializza  soltanto con un paio di fiammate consecutive a cavallo della mezzora del secondo tempo.  Troppo poco per raggiungere il pari, perchè i siciliani sono accorti in retroguardia e riescono a controllare facilmente i traversoni che provengono dalle retrovie joniche. Finisce 1-0 per gli aretusei.

La Juve Stabia si aggiudica il derby contro la rimaneggiata Cavese. Gara  poco entusiasmante decisa da alcuni episodi favorevoli alle vespe che sbloccano la contesa al 17′ del primo tempo: Di Cuonzo lascia partire un bolide da fuori area che non lascia scampo al portiere Pane. E’ pronta la reazione degli aquilotti che raggiungono la parità al 23′: l’irrefrenabile Camillo Ciano ispira il morbido pallonetto di Citro. L’incontro vive fasi di stanca, il ritmo cala maggiormente nella ripresa. La chiave di volta, però, giunge alla mezzora della seconda frazione: Troise stende Albadoro in area e l’arbitro concede la massima punizione. Corona si mostra implacabile freddando Pane dagli undici metri. Il 2-1 in favore dei gialloblu di casa permane fino alla fine del confronto.

Prova di forza dell’Andria di mister Papagni che vince con un perentorio 3-0 il match salvezza contro il Pisa. Apre le danze su rigore (decretato dall’arbitro per fallo di mano di Ton) Cavalli al ventesimo del primo tempo. I pugliesi continuano a giocare con intensità, mentre gli ospiti si limato a subire le trame avversarie. Il raddoppio è una logica conseguenza: Bizzotto commette fallo in area su Carretta. Il direttore di gara assegna il secondo penalty che Del Core realizza. Lo stesso attaccante griffa la personale doppietta al decimo della ripresa. Niente da fare pergli uomini di Cuoghi che tornano a casa con le pive nel sacco e il morale sotto i tacchi.

Sorride il Barletta, protagonista di una prova cinica e estremamente concreta allo stadio “Lo Presti” di Gela. Sono i siciliani a proporsi con maggiore continuità in avanti, ma non riescono a scardinare l’accorsata difesa biancorossa. Gli uomini di Sciannimanico, invece, sono abili a capitalizzare una delle rare palle-gol al 25′ del primo tempo: Guerri crossa per l’incornata di Simoncelli che non lascia scampo a Nordi. I gelesi si riversano in avanti alla ricerca del pareggio, ma i pugliesi riescono a controllare con una certa disinvoltura cercando di ripartire in contropiede. Nel finale di partita si esauriscono le ultime energie degli uomini di Provenza che sono costretti ad incamerare la quinta sconfitta consecutiva. Il Barletta, invece, può guardare con ritrovata fiducia al futuro prossimo.

Si dividono la posta Viareggio e Cosenza. Pareggio giusto che accontenta entrambe le compagini. L’inizio della contesa è di marca toscana, infatti sono proprio i locali a passare in vantaggio (al 9′ del primo tempo) grazie ad un destro dalla distanza di Castiglia. I calabresi, comunque, reagiscono e riequilibrano i conti due minuti più tardi: il destro a giro di Francesco De Rose si spegne al sette della porta difesa da Merlano. I lupi escono alla distanza e confezionano numerose azioni pericolose, in particolare nella seconda frazione di gioco. Grida vendetta il palo colto da Stefano Fiore nei minuti finali del match che, in ogni caso, non si schioda dall’1-1 finale.

La Ternana ferma l’Atletico Roma nell’anticipo del Flaminio. Le fere vacillano e   rischiano di capitolare in più di una circostanza dell’arco della gara; ma, a loro volta ,sprecano l’opportunità di portare a casa i tre punti dilapidando alcune occasioni in contropiede. I capitolini, comunque, gridano vendetta per il palo colto su punizione da Caputo a sei minuti dal fine dell’incontro che termina a reti inviolate.

Altro 0-0 di giornata è quello di Virtus Lanciano-Lucchese. I frentani non riescono più a vincere tra le mura amiche, anzi rischiano anche di perdere contro i toscani che, sopratutto nella ripresa, vanno vicini alla rete. Neanche la superiorità numerica, provocata dall’espulsione di Grassi alla mezzora del secondo tempo, riesce ad agevolare i ragazzi di Camplone che escono dal terreno di gioco sommersi dai fischi dei propri tifosi.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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