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Non sarà calcio champagne, ma la partita è godibile e i quattromila dello Iacovone, ospiti compresi, si divertono. Riduttivo sarebbe attribuire i meriti all’usuale spregiudicatezza del Foggia zemaniano, perchè gli jonici penetrano bene nelle pieghe della gara supportati dal pressing alto e da un ottimo presidio degli spazi. Fioccano le occasioni da rete, sopratutto di marca jonica. Serve, però, la ruvida punizione mancina di Colombini per sbloccare il risultato e portare in vantaggio gli jonici. Sull’altro fronte i satanelli paiono disorientati, Torta ingenuamente si fa espellere per doppia ammonizione. Il Taranto dovrebbe camminare sul velluto, ma i dauni sono in agguato e, spesso, le loro ripartenze mettono in difficoltà la retroguardia rossoblu, in particolare alla fine del primo tempo. Nella ripresa i rossoblu raddoppiano con Russo: il tiro del giovane tarantino non è irresistibile, ma Ivanov si lascia sorprendere commettendo una “papera” clamorosa. Al 33′ il rigore di Sau, provocato da un fallo di Colombini sullo stesso attaccante, mette un po’ di pepe al finale del match. Il risultato, comunque, non muta più e l’undici di Dionigi può festeggiare la vittoria abbinata al quarto posto in classifica.

Cronaca. Brivido per Bremec al 5′: Garufo rischia un passaggio in orizzontale,sulla traiettoria si inserisce Sau che spedisce al lato. Insistono i satanelli poco più tardi: Insigne batte un punizione per il colpo di testa di Sau, appostato sul secondo palo: la sfera, colpita dall’attaccante, sbatte per terra e sfila al lato. Rispondono i rossoblu al 8′: il portiere Ivanov buca un facile rinvio, Garufo ne approfitta e lo supera in velocità, ma si decentra troppo effettuando un traversone, facile preda dell’estremo rossonero. Lo stesso Ivanov è costretto a smanacciare in corner (al 15′) una staffilata mancina di Sabatino. Un minuto più tardi, Colombini  prova di sinistro da distanza siderale con palla che sibila oltre la traversa. Al 23′ mischia in area foggiana sugli sviluppi di un angolo, irrompe Antonazzo che sparacchia alle stelle da posizione favorevole. Alla mezzora gli jonici passano in vantaggio su calcio franco: il missile mancino scagliato da Colombini dai venticinque metri non lascia scampo all’estremo foggiano. Al 31′ i dauni restano in dieci per l’espulsione di Torta: il difensore, già ammonito, commette un brutto fallo su Innocenti, l’arbitro estrae il secondo cartellino giallo sancendo l’espulsione del calciatore. Zeman corre ai ripari inserendo al 34′ il difensore Rigione al posto dell’attaccante Varga. Al 39′ Garufo scarica un violento destro dal limite che fa tremare Ivanov, ma la sfera sfila di poco al lato. Clamorosa al 45′ l’occasione dilapidata dal Garufo che prima si invola verso la porta dauna; ma, successivamente, si lascia ribattere la conclusione da Iozzia. Non è da meno la rete divorata da Sau: il giovane attaccante, lanciato in contropiede da Kone, penetra in area e scocca un diagonale teso che lambisce il palo alla destra di Bremec. Ad inizio ripresa il Taranto riparte in maniera aggressiva per chiudere il match. Al 4′ Sabatino la scodella in mezzo dalla sinistra per l’inzuccata di Innocenti: la sfera fa la barba al palo. Gli jonici sciupano una quantità industriale di ripartenze e i satanelli dimostrano di essere ancora vivi. Infatti all’11’ Sau furoreggia in area rossoblu e fionda una conclusione mancina che offre l’impressione ottica del gol. Non è, invece, un’illusione il raddoppio tarantino che giunge 12′: Di Deo ispira il destro (non irresistibile) di Russo, Ivanov ci mette del suo lasciandosi passare la sfera sotto il corpo. Quasi incredula l’esultanza dei tifosi rossoblu per cotanta provvidenza caduta dal cielo. I rossoneri, comunque, non si arrendono: al 22′ il tiro dalla distanza di Insigne termina di poco al lato. Prima sostituzione per il Taranto al 23′: Rantier prende il posto di Russo. Risposta immediata del tecnico boemo che inserisce Cortese che avvicenda Burrai. Al 27′ impetuosa azione di Rantier: il francese supera in dribbling un paio di avversari per poi scagliare un destro velenoso, che viene respinto da Ivanov. Ultima sostituzione nelle fila rossonere: al 30′ entra Palermo, esce Salamon. Al 33′ l’arbitro Di Paolo ravvisa un intervento falloso in area rossoblu di Colombini, che viene ammonito per proteste, su Sau e decreta la massima punizione. Lo stesso attaccante trasforma dagli undici metri con un’esecuzione chirurgica che Bremec può solo sfiorare. Al 40′ l’estremo jonico è costretto a sbarrare la strada all’ognipresente Sau, lanciato a rete, negandogli  la gioia del pari. Ultimi cambi in casa tarantina: al 41′ Branzani sostituisce Innocenti, mentre al 46′ Prosperi prende il posto di Sabatino. Non si registrano altre emozioni e dopo sei minuti di recupero gli uomini di Dionigi possono alzare le braccia al cielo accompagnati dall’urlo liberatorio dello Iacovone.

Sala stampa. Dionigi (all. Taranto): “Siamo stati grandi sotto tutti i punti di vista, sopratutto dalla partenza della manovra. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, anche perchè abbiamo giocato meglio in parità numerica. In novanta minuti abbiamo subito una sola palla-gol, oltre al calcio di rigore. Credo che questo sia sintomatico, in particolare quando giochi contro una squadra che, finora, ha realizzato trenta reti. I miei ragazzi hanno dato l’anima: siamo stati bravi e cattivi ad aggredire gli spazi, perchè se al Foggia gli permetti di giocare può crearti molteplici difficoltà. Spero che questa prova possa essere utile per fare acquisire fiducia alla squadra. La classifica? Non la guardo, preferisco valutare la nostra crescita sul piano della manovra. In ogni caso sono convinto che ci manchi il punto di Siracusa che avremmo meritato di conquistare”. Zeman (all.Foggia): “Abbiamo disputato un brutto primo tempo, a cui è seguita una ripresa più positiva. Purtroppo ci è mancata la giusta disciplina tattica. La sola volontà non basta, se in campo non sei ordinato. Abbiamo cercato in tutti i modi di recuperare l’incontro non riuscendoci per merito degli avversari e dei nostri errori. Avremmo potuto raggiungere il pari sull’ultima  occasione buona della gara, ma non sarebbe stata meritata. La scelta del portiere Ivanov? Santarelli ha accusato un problema alla mano durante la settimana, per questo non ho potuto schierarlo. Dionigi? E’ un allenatore giovane che avrà il tempo di dimostrare il suo valore. Il Taranto? Ci ha creato parecchi problemi, anche sul nostro pressing non siamo mai riusciti a rubare palla. Spesso ci siamo salvati grazie al fuorigioco. Le condizioni del terreno di gioco? Non erano buone, ma questo non deve essere un giustificazione, in quanto il Taranto è riuscito ad orchestrare delle buone trame di gioco. Il campionato? E’ aperto ed equilibrato. E’ prematuro esprimere giudizi definitivi”. 

TARANTO(3-4-3): Bremec; Cutrupi, Migliaccio, Colombini; Antonazzo, Di Deo, Giorgino, Sabatino (46 s.t. Prosperi); Russo (23′ s.t. Rantier), Innocenti (41′ s.t. Branzani), Garufo. A disposizione: Barasso, Cotroneo, Pensalfini, Ciotola. All. Dionigi
FOGGIA(4-3-3): Ivanov; Candrina, Torta, Iozzia, Regini; Kone, Salamon (30’s.t. Palermo), Burrai (25′ s.t. Cortese);Insigne, Sau, Varga (33′ p.t. Rigione). A disposizione: Santarelli,  Caccetta, Laribi, Agostinone. All. Zeman
Arbitro: Aleandro Di Paolo di Avezzano (ass. Paiusco di Vicenza-Gava di Conegliano)
Marcatori: 30′ p.t. Colombini (T), 12′ s.t. Russo (T), 34′ s.t. (rig.) Sau (F)
Ammoniti: Antonazzo, Sabatino, Colombini per il Taranto; Torta, Rigione per il Foggia
Espulso: Torta al 33′ p.t. per doppia ammonizione
Angoli: 7-4 per il Taranto
Spettatori: 4.000

Enrico Losito www.calciopress.net

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