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Sergio Mutolo

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Il calcio italiano riesce nell’impresa, perché di questo si tratta in tempi davvero opachi per il mondo pallonaro del Belpaese.

Inter, Milan e Roma riescono a superare la fase a gironi di Champions League (da seconde nei rispettivi raggruppamenti). Andare al turno successivo in una manifestazione internazionale di questo livello è già qualcosa, in tempi di vacche magre.

L’Inter chiude con 10 punti dietro al modesto Tottenham (3 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte). Il Milan raggiunge il traguardo con appena 8 punti, staccato di altrettante lunghezze dal travolgente Real Madrid di Mourinho (2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte). La Roma di punti ne fa 10, finendo dietro a un Bayern Monaco di tutt’altra levatura (3 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte).

Le tre italiane, su 18 partite giocate, se ne aggiudicano solo 8. Collezionano per il resto 4 pareggi e 6 sconfitte. Su 54 punti a disposizione ne portano a casa 28, poco più della metà. Se non è una debàcle, poco ci manca.

Negli ottavi di finale tutto diventerà più difficile. Saranno partite a risultato secco, da dentro o fuori. Le avversarie si annunciano assai meno abbordabili di quelle affrontate finora. Il rischio di un pauroso flop incombe.

Il fatto è che delle sette squadre di Serie A TIM iscritte alle due Coppe Europee organizzate dalla Uefa di Michel Platini, ne sono rimaste in ballo solo quattro. In Europa League Juventus, Palermo e Sampdoria sono uscite con la coda tra le gambe nella fase a gironi. Il Napoli si giocherà l’accesso agli ottavi di finale del torneo con lo Steaua Bucarest, al San Paolo.

Il Ranking Uefa sancisce impietosamente i nostri disastri sul piano internazionale. Il terzo posto è definitivamente perso, a vantaggio della Bundesliga. Dal 2012-2013 sarà la Germania, non più l’Italia, ad avere quattro squadre in Champions League. Le conseguenze diventeranno chiare solo a bocce ferme.

Le perdite sotto il profilo tecnico ed economico non saranno indifferenti per il nostro sistema calcio. La Figc del presidente Giancarlo Abete chiude nel peggiore dei modi possibili un 2010 che si conferma annus horribilis.

L’Italia pallonara, ormai alla deriva, ha perso il gusto del gioco e della vittoria. Sostiene Trapattoni che soltanto vincere insegna a vincere. Sarebbe bene che tutti, addetti ai lavori e non, cominciassero a ragionare su questo semplice assioma.

I tifosi hanno già tratto le proprie conclusioni, desertificando gli stadi. I prossimi a mollare l’ancora saranno i clienti delle pay tv. Per il nostro calcio sarà l’inizio della fine. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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