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Sergio Mutolo

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Si dice che quest’anno il campionato sia mediocre. Non è mai stato così vero. I quotidiani sportivi e le irritanti pay tv cercano di costruirci intorno un interesse vacuo e illusorio, che nei fatti non c’è.

Il calcio va stancamente alla deriva. Gli stadi si svuotano. La gente si è trovata qualcosa di meglio da fare. I tifosi, ultimo baluardo, sono soggetti a divieti che renderebbero la vita impossibile anche a un santo.

In questo contesto mefitico la Fiorentina sta facendo (più o meno malamente) la sua parte. Dopo l’ennesima sconfitta esterna a Udine galleggia a quota diciannove, appaiata al Bologna precario di questi tempi.

La Viola è ormai molto più prossima alla zona play out che ai play off. Il Franchi offre, nelle gare interne, uno spettacolo desolante. La curva Ferrovia vuota e la Fiesole con i suoi ampi squarci liberi (nella foto: i “non tesserati” del parterre), stringono il cuore.

Anche gli abbonati hanno smesso di seguire le partite dal vivo, nauseati dal calcio spezzatino propinato dalle pay tv. Preferiscono restarsene a casa. Lo dimostrano le presenze effettive, sempre inferiori alla somma artitmetica tra paganti e abbonati.

La dirigenza continua a rimanere piuttosto lontana e distratta. Salvo farsi viva di tanto in tanto per rinfocolare le polemiche con la classe politica della città e con i poteri forti di Firenze, rappresentati dai cosiddetti rosiconi.

Di fatto, da un anno abbondante, il club viola è senza un presidente. Andrea Della Valle dà il massimo, ci mancherebbe altro. Fare il presidente è però, secondo noi, tutta un’altra cosa. Anche, e soprattutto, nel senso di una precisa assunzione di responsabilità. 

I conti della società sono in ordine. Di questo va dato atto ai fratelli Andrea e Diego Della Valle, in un momento di grande precarietà per il calcio italiano. Vincere la sfida sul piano dei bilanci è un evento ragguardevole di questi tempi. La Fiorentina è gia in linea con i criteri del fair play finanziario propugnato dalla Uefa di Michel Platini. Un titolo di merito indiscusso.

Cionondimeno la Viola appare sfiorita e appassita, come da tempo non era. Un fiore rinsecchito, anche se esposto su un balcone per il resto lindo e ordinato quanto mai.

Tutto questo può bastare, per uno sport come il calcio che si fonda sulla passione e il cui traino sono i sentimenti dei tifosi?

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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