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(Calciopress – Stefano Cordeschi) In quanti si sono domandati perché i grandi gruppi della finanza italiana e straniera non si accostano al calcio italiano? Noi ce lo siamo chiesti spesso, senza riuscire a darci risposte esaustive. Spesso abbiamo abbinato questa scelta alla poca credibilità del calcio italiano, come pure al fatto che scalzare le solite tre squadre dal vertice appare cosa ardua.

Questa  indifferenza verso investimenti nel calcio da parte dei grandi gruppi italiani, che al contrario investono un po’ su tutto sia in ambito nazionale che mondiale, dovrebbe far riflettere non poco tutto il movimento. La cosa curiosa è che la stessa linea la sostengono anche i grandi investori stranieri, che non intendono puntare su questo tipo di business in Italia. Recentemente ne ha parlato anche il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini. Il numero uno del club rosanero ha sottolineato come investire nel calcio sia attualmente una pazzia, anche e soprattutto per le regole e le strutture inadeguate che lo governano.

Eppure qualche tentativo c’è stato e qualche altro è in atto. Pionieri in tal senso i fratelli Diego e Andrea Della Valle, giunti a Firenze con buoni propositi ma che ben presto si sono dovuti confrontare con un ambiente che potremmo definire contaminato. Altro esempio è rappresentato dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, che ha dovuto fare i conti con altri problemi. L’ultimo, non per importanza ma solo in ordine cronologico, è Aurelio De Laurentiis. Il produttore cinematografico, a Napoli, sta cercando di proporre un nuovo modo di calcio imprenditoriale.

Ultimamente però alcuni personaggi stranieri si stanno avvicinando al calcio italiano. In alcuni casi si è trattato di una toccata e fuga. E’ accaduto a Bari. Qui un tal Tim Burton, misterioso imprenditore texano, ha fatto perdere le proprie tracce senza onorare gli impegni presi con la proprietà di Matarrese. In altri casi resta tutta da verificare la vera consistenza delle proposte. Su tutti gli abboccamenti di una cordata russa interessata al Venezia e la nuova presidenza della Salernitana, rappresentata dall’italo-americano Josef Cala (amministratore delegato della Cala Corp). Sarà il tempo a dirci come andranno a finire le cose.

La trattativa più importante, in tema di imprenditori stranieri intenzionati a rilevare una società calcistica italiana, priguarda la Roma. Il club capitolino è alle prese con il passaggio di proprietà a Thomas R. DiBenedetto, che sarebbe sul punto di chiudere la trattativa con Unicredit e rilevare il club giallorosso. Molto probabilmente, in questo caso, l’affare si chiuderà positivamente. Sarerbbe il primo caso di un imprenditore straniero alla guida di un club del massimo campionato italiano.

Perché questo non accade in Inghilterra, dove diversi magnati hanno immesso capitali nel business calcistico d’Oltremanica? Probabilmente perché la credibilità e le strutture di quel sistema invogliano in misura ben maggiore  a investire in quel calcio. Però, guarda caso, ciò accade proprio laddove le società offshore sono le più diffuse. Forse, anche questa potrebbe essere una valida motivazione.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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