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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) L’indebitamento dei club europei iscritti alle 53 federazioni di competenza della Uefa è in crescita (QUI i particolari, ndr). In parallelo il Fair Play Finanziario introdotto da Michel Platini pretende che vengano rispettate regole ferree per tenere i bilanci sotto controllo, pena la possibile esclusione dalle competizioni internazionali (Champions e Europa League).

Un mix  che induce molte società a puntare su una gestione più manageriale di attività e risorse. In questa prospettiva PricewaterhouseCoopers (PwC) ha analizzato una serie di indicatori finanziari raccolti presso le principali Leghe del calcio europeo finite nel mirino del financial fair play (ffp).

Al primo posto si trova la Germania. Nella stagione 2009-2010 i diciotto club della Bundesliga hanno aumentato il fatturato del 15% portandolo a 1,5 miliardi di euro, ma hanno mantenuto il debito su valori contenuti, Come nforma Il Sole 24 Ore la posizione finanziaria netta (Pfn) è stata negativa per 100 milioni, con un’incidenza sul fatturato contenuta al 6%.

Un valore notevolmente più basso rispetto a quello della Premier League inglese. Manchester United & soci contabilizzano un rosso netto che ammonta al totale di 3,8 miliardi (leggermente migliorato rispetto ai 3,9 del 2008-2009). A fronte di un indebitamento più alto i club inglesi possono però vantare il giro d’affari più cospicuo in Europa: 2,5 miliardi di euro.

In Spagna molti club di seconda fascia della Liga viaggiano sull’orlo del fallimento, ma il calcio iberico vanta un indebitamento complessivamente più contenuto rispetto a quello inglese (1 miliardo). Un valore che incide però in modo pesante, il 67%, sul giro d’affari (1,5 miliardi).

Tirate le somme i più virtuosi sono i club francesi della Ligue 1. Oltralpe il sistema calcio ha un rapporto tra Pfn e fatturato addirittura positivo (+19%). I ricavi però sono bassi e tendenzialmente stabili. Senza contare che il movimento, con pochi grandi club, è ancora piccolo rispetto al resto d’Europa.

E il mondo pallonaro italiano, come se la cava? Nel 2009-2010 i venti club della serie A hanno generato un fatturato di 1,5 miliardi, in calo rispetto alla stagione precedente (1,6 miliardi). In miglioramento anche l’indebitamento finanziario netto, passato da 600 a 500 milioni di euro (con un’incidenza del 33% rispetto ai ricavi).

Valori che indicano un sistema globalmente più sano rispetto a quello delle concorrenti, ma pur sempre “affaticato”. Senza contare il forte gap sul piano dell’impiantistica: gli stadi italiani sono tra i più vecchi d’Europa e le presenze ne risentono.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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