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(Calciopress – Al. Bis.) Si fatica a credere che la Sampdoria di cui stiamo parlando sia la stessa che, a inizio stagione, ha giocato i preliminari di Champions League con il Werder Brema e poi la Europa League.

In effetti la stessa non è. Il telaio della squadra è stato smontato con le cessioni di Cassano, Pazzini e perché no anche Marilungo. Perdite dolorose, che hanno spuntato le velleità offensive del club blucerchiato.

Quella di domenica con il Lecce è la quinta sconfitta consecutiva al Ferraris (nella foto). Nel girone di ritorno i doriani hanno messo insieme solo sei punti e segnato la miseria di sei reti. La Sampdoria del presidente Garrone ha toccato il fondo, o quasi.

La squadra sembra allo sbando. La società, a sua volta, in preda a una crisi di nervi. Mister Cavasin, chiamato al capezzale del club, continua a diffondere un ottimismo che non ha alcun sostegno nei fatti.

La strada verso la salvezza è in salita. Domenica la Samp va a San Siro per affrontare il Milan. Ritroverà l’ex Cassano, molto rimpianto da queste parti. Poi Bari e Brescia, in due partite da dentro o fuori.

Intanto una serie di insulti (“serie A o morte”, “società pagliaccia”) è stata tracciata con la vernice sulla porta d’ingresso del ‘Mugnaini’, il centro sportivo di allenamento del club.

A scoprire le scritte stamattina, all’indomani della gara persa 2-1 con il Lecce, sono stati gli addetti all’impianto poco prima dell’inizio dell’allenamento della squadra.

Non si può dire che tiri una buona aria sotto la Lanterna, versante blucerchiato. Tanto meno si può sostenere che la rabbia dei tifosi non sia giustificata (a parte gli eccessi verbali) dall’incredibile smantellamento della rosa e dagli esiti che sta determinando.

Al. Bis. – www.calciopress.net

 

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