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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) L’ultima assemblea della Lega Serie A Tim conferma che la spaccatura tra i venti club iscritti al campionato è ormai insanabile. Oggetto del contendere, more solito, la suddivisione dei diritti televisivi relativi ai bacini di utenza (valore stimato 200 milioni di euro).

Da una parte le cosiddette cinque sorelle (Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma), che vogliono lasciare sul piatto solo le briciole. Dall’altra i restanti quindici club, intenzionati a far valere le proprie prerogative e compatti nella votazione sui criteri da utilizzare. E’ difficile prevedere dove porterà questa dicotomia.

Il fatto è che, con gli stadi sempre più vuoti (orribile lo spettacolo offerto ieri sera dall’Olimpico deserto in occasione della semifinale di Tim Cup tra Roma e Inter) e il merchandising ancora scritto nel libro dei sogni, i presidenti continuano ad accapigliarsi per sfruttare finchè possono le graziose elargizioni delle pay tv. Sono Sky e Mediaset a tenere ancora in piedi un sistema che traballa vistosamente.

Poco importa ai nostri eroi che le televisioni a pagamento, stravolgendo gli orari delle partite e spalmandole su tutti i giorni della settimana per scimmiottare un modello inglese che mal si attaglia alle abitudini italiane, abbiano contribuito in modo decisivo all’allontanamento del pubblico (fermo restando che la Tessera del tifoso ha fatto la sua bella parte…) e al conseguente crollo del ticketing. Senza contare che certe cifre il pianeta calcio rischia di vederle col binocolo, quando ci si siederà al tavolo delle trattative per il rinnovo dei contratti (QUI i particolari, ndr).

Non si vede per quali reconditi motivi Sky e Mediaset non dovrebbero sfruttare a loro vantaggio il duopolio sancito dal crac di Dahlia. Le due pay tv, padrone del satellitare e del digitale terrestre, non potranno che prendere atto dello scarso appeal di un prodotto in chiaro declino e ridurre di conseguenza le offerte. La Serie A, dopo i rovesci nelle Coppe europee (vergognoso l’esito della Europa League), è scivolata al quarto posto nel Ranking Uefa. La conseguenza è la perdita di una squadra in Champions League a partire dal 2012-13. Saranno solo tre le italiane in campo. La terza classificata, poi, dovrà partire dai preliminari. Una batosta di cui molti non si sono ancora resi conto.

Infine un’altra mannaia incombe sui conti disastrati e sull’organizzazione così poco lungimirante del calcio italiano. Il Financial Fair Play (ffp) di Michel Platini è tutt’altro che una bufala, come qualcuno ancora in Italia scioccamente ritiene. Già da questa estate il Panel finanziario della Uefa spulcerà i conti dei club e non farà sconti ai fini della concessione delle Licenze. Il rischio, se non si metteranno le cose a posto diversificando gli introiti, è di rimanere fuori dalle competizioni europee.

L’esempio del Maiorca (QUI i particolari, ndr) è illuminante. L’esclusione del club spagnolo dalla Europa League (a vantaggio del Villareal) dovrebbe essere di monito per una Lega che, più passa il tempo, più regredisce dando vita a spettacoli poco decorosi. Una condotta scriteriata, che la pone al livello del più opaco dei reality. Alla faccia di ogni sana programmazione.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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