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(Calciopress – St. Ant.) Dopo la bagarre in Consiglio di Lega, che ha rovesciato la decisione dell’Alta Corte di Giustizia del Coni aprendo la strada alle indagini demoscopiche votate dalle quindici medio-piccole (QUI i particolari, ndr), i venti club della Serie A Tim si ritrove­ranno lunedì 16 maggio in Lega per l’ennesima Assemblea straordinaria sui bacini di utenza.

Un incontro che si profila ad elevato tasso di litigiosità. Significative in questo senso le dichiarazioni rilasciate ieri dall’ad del Milan, Adriano Galliani a nome delle cinque big, pronte a tutto pur di difendere i propri interessi: “Ciò che sostengono le medio- piccole è una follia. Vo­gliono inserire i dati auditel in tut­to il discorso, ma non ha senso. Se si continua a pensarla così, un ac­cordo sarà difficile e un giudice che ci darà ragione lo troviamo».

Le quindici medio-piccole insisteranno verisimilmente sul fatto che l’Alta Corte non è competente per i giudizi della Corte di Giustizia Federale. A questo punto potrebbe essere inevitabile la controffensiva delle “cinque sorelle”.

Al di là del ricorso ai tribunali (e non solo quelli sportivi) sono allo studio strategie di marketing comu­ni tra le big (Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma) per commercializzare autonomamente le interviste pre- e post-gara. Anche gli spazi dedicati agli sponsor co­muni potrebbero essere ridotti, con con­seguente riduzione degli incassi extra-diritti tv, abitualmente desti­nati alla mutualità interna ed esterna. Tutte somme, in buona sostanza, che resterebbero escluse dalla suddivisione dei proventi tra tutti i venti club.

Con queste premesse si dovrebbe trovare lunedì un punto di intesa su due temi caldissimi: la fatturazione dell’ultima rata sui proventi dei di­ritti tv collegati ai bacini di utenza e le linee guida per la ven­dita collettiva dei diritti televisivi per il periodo successivo al 2012 ai sensi della Legge Melandri-Gentiloni.

Le quindici medio-piccole, nei precedenti confronti, aveva­no respinto la proposta avanzata da Galliani di andare avanti con le ta­belle utilizzate per i pagamenti già effettuati e di procedere al conguaglio una volta definiti i criteri per valutare i baci­ni di utenza.

Se lunedì dovessero essere proposte formule diverse da questa, i toni potrebbero raggiungere livelli altissimi. Diversi club hanno bisogno di incassare, in vista della chiusura della stagio­ne. Il caso Bari è paradigmatico delle difficoltà in atto per pagare gli stipendi ai giocatori.

St. Ant. – www.calciopress.net

 

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