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(Calciopress – Redazioneweb) La crescita del debito dei venti club iscritti alla serie A sembra inarrestabile. Rispetto allo scorso anno il deficit globale è salito di altri 81 milioni di euro, toccando la quota complessiva di 611 milioni. Lo rende noto un’analisi della Deloitte.

La stessa fonte informa che il peggioramento del risultato di esercizio è significativamente aumentato del 51%, raggiungendo i 251 milioni, I ricavi sono cresciuti, ma troppo poco (+3,6%) per riequilibrare i bilanci.

Il grosso problema della massima serie nazionale è il costo del lavoro. Gli stipendi ai giocatori rappresentano quasi l’80% del valore della produzione e risulta in costante crescita. L’unica strada percorribile è quella di tagliare drasticamente emolumenti non più in linea con il dissesto dei conti e il parametro dei ricavi. Le entrate andranno diversificate. Non solo diritti televisivi elargiti dalle pay tv, ma anche incremento del ticketing e del merchandising.

Incombe il Fair Play Finanziario. La Uefa di Miche Platini non farà sconti a nessuno. Chi non raggiungerà il pareggio di bilancio resterà fuori dalle Coppe europee. La regola sarà “un euro speso per un euro ricavato” . Il tempo dei mecenati (alla Berlusconi o Moratti) che pareggiano il deficit con capitali propri è vicino al tramonto. Anche in Italia questa linea comincia a passare (QUI i particolari).

Redazioneweb – www.calciopress.net

 

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