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(Calciopress – Sergio Mutolo) La Lega Pro si prepara a sciogliere gli ultimi verdetti. In Prima Divisione si stanno per giocare i Play Off (QUI il regolamento) e i Play Out (QUI il regolamento). Si tratta di decidere chi andrà a fare compagnia in serie B al Gubbio (girone A) e alla Nocerina (girone B). E chi, viceversa, dovrà scendere in Seconda Divisione con la Paganese (girone A) e la Cavese (B).

I punti di penalizzazione che hanno stravolto le classifiche (QUI i particolari) sono solo l’anticipo di quanto potrà accadere a luglio, quando il Consiglio Federale sarà chiamato a ratificare le iscrizioni ai campionati professionistici di competenza.

Le previsioni sono catastrofiche, viste le (desolanti) premesse. Non è dato sapere quale sia in Lega Pro il numero di società a rischio di ammissione, ma indicarlo in una cifra compresa tra 30 e 40 non sembra troppo lontano dalla realtà.

Le notizie che arrivano dalle sedi sono sconfortanti in questo senso. Si moltiplicano i club, anche blasonati, non in regola con il pagamento degli stipendi. Per loro è già in fieri una partenza ad handicap nel prossimo campionato.

A tutto questo si aggiunga, secondo le decisioni assunte il 29/04 dal Consiglio Federale in merito al rilascio delle Licenze Nazionali (preliminari all’iscrizione ai campionati professionistici), che bisognerà presentare una fideiussione bancaria da 600mila euro per essere ammessi in Prima Divisione e di 300mila per la Seconda Divisione. Cifre che potrebbero rivelarsi insostenibili per un numero di club molto elevato. Senza contare i rigorosi requisiti previsti per gli stadi e per l’organizzazione sportiva, costati quest’anno deferimenti a raffica alla Commissione Disciplinare Nazionale.

Si procederà ancora una volta ai ripescaggi. La Federcalcio di Giancarlo Abete ha deciso di non bloccare del tutto questa pratica antisportiva, ammessa solo dal calcio italiano. Saranno decisi nel caso, molto probabile, che non sia raggiunto il numero complessivo di 76 squadre (quest’anno sono state iscritte in 85 anziché in 90, come prevedeva il format dello statuto federale).

Una specie di riforma sotterranea che nasce dai fatti, come da mesi sostiene il presidente della Lega di Firenze, Mario Macalli (nella foto).

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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