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(Calciopress-Stefano Cordeschi) L’ultima giornata di campionato ha consacrato una delle poche note positive di un campionato mediocre sotto molti punti di vista. L’Udinese sbarca in Champions League a coronamento di un campionato sopra le righe, giocato per lunghi tratti in maniera brillante. I bianconeri friulani hanno meritatamente raggiunto un traguardo ambito da molti club importanti che ora recriminano e accusano senza neppure sapere su chi e cosa, salvo forse verso la propria incapacità di arrivare all’ambito traguardo.

Che campionato è stato, quello appena conclusoi? Avvincente di sicuro, soprattutto per le posizioni di rincalzo e per la lotta salvezza. Non certo per il tasso tecnico, mediocre e privo di novità sotto il profilo tattico. Niente di nuovo, insomma. Anzi no.

Sono state invece molte le sorprese più o meno  aspettate, come la spaccatura tra la Federazione e la Lega di Serie A. C’è stato il Napoli di Mazzarri e De Laurentiis, ma soprattutto di Cavani e Lavezzi, capace di riportare entusiasmo in una tifoseria sempre pronta a cantare per i propri colori. Ci sono stati il Cesena di Ficcadenti e il Lecce di De Canio, tecnici appoggiati dalle proprie società e ripagati da una salvezza tanto sperata quanto meritata. Poi il Milan di Ibra prima e di Pato poi, con Allegri ennesimo vincitore al primo colpo del tricolore sulla panchina rossonera. Ancora l’ottima Lazio di Reja che, per lunghi tratti, ha fatto sognare la tifoseria capitolina (tranne che per i derby lasciati ai cugini neo americani). C’è stato a momenti il Palermo che comunque deve ancora vivere il suo sogno. Lo farà all’Olimpico di Roma, dove potrebbe trovare un trofeo storico.

Sono in molti a essere mancati a partire dall’Inter, sebbene i nerazzurri abbiano ancora la possibilità di prendersi la Coppa Italia. La Juventus, alle prese con i soliti errori di programmazione e con spese sbagliate. Ennesima ricostruzione in vista per i bianconeri, altra stagione difficile alle porte. Tornano gli Agnelli alla guida della Vecchia Signora ma, forse, servirebbero più i lupi. A proposito di lupi, quelli giallorossi della Roma sono apparsi assai spelacchiati. Problemi societari, con cambio di gestione in corso d’opera. Panchine saltate e spogliatoio spaccato. Sotto questi auspici, centrare comunque un posto in Europa League sembra essere l’ennesimo miracolo in riva al Tevere.

In mezzo atutto questo abbiamo assistito al suicidio della Sampdoria, alla retrocessione inaspettata del Bari, a quella più preventivata del Brescia, alla salvezza del solito Chievo, al campionato anonimo della Fiorentina e alla permanenza in categoria auspicata del Catania. Il Bologna, tra un avventuriero e tante persone serie, è riuscito nell’impresa di agguantare la salvezza quando tutto sembrava essere perduto o quasi.

Ma, forse, la novità più importante e sostanziale è stata quella subita dai tifosi. Ancora una volta pagano le colpe di tutto un movimento che non riesce più a stare in piedi. L’introduzione della Tessera del Tifoso, tanto contestata dai supporters di ogni dove,  doveva essere il primo passo verso un calcio migliore. Ha dato i suoi frutti, nel senso che è riuscita a svuotare gli stadi come mai era accaduto in Italia: un paese dove, spesso, di calcio si vive quantomeno nei sogni.

Ai tifosi italiani è stato tolto il sogno, oltre che il colore e il calore delle Curve invidiateci in tutta Europa. Qualcosa di propositivo doveva essere fatto, ma si sarebbe dovuto trattare di un tentativo di migliorare le cose e non di peggiorarle. Forse è arrivato il momento che qualcuno metta sul piatto della bilancia il fallimento di questa iniziativa che, inesorabilmente, sta sta portando al disincanto intere tifoserie. Lo sport più bello del mondo, in Italia, forse non lo è più.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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