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(Calciopress – Redazioneweb) Era il 19 maggio 1992, vigilia della Finale di Champions tra il Barcellona e la Sampodria che si sarebbe giocata nello stadio di Wembley (nella foto, il vecchio impianto demolito nel 2003), Pep Guardiola ebbe una discussione accesa con il suo compagno di squadra Solinas.

Il focoso giocatore aveva 19 anni e proveniva dalla “cantera” (QUI i particolari). Era destinato a percorrere con il club catalano una strada lunghissima (QUI i particolari). Pep sosteneva che i gradini che bisognava salire per raggiungere il Palco d’onore e sollevare la Coppa fossero 39. Solinas controbatteva. Era certo che fossero 38.

Nella discussione intervenne l’altrettanto focoso Zubizarreta che troncò sul nascere la polemica, azzittendo i due compagni: “Adesso basta, zitti. Vinciamo e poi li conteremo questi maledetti gradini”.

Il giorno dopo il Barcellona si aggiudicò il trofeo, battendo una pugnace Doria solo grazie alla rete di Koeman segnata su punizione ai supplementari. La Coppa finì nelle mani dei catalani. Pep Guardiola aveva ragione, come sempre, i gradini da salire erano 39.

La Finale di Champions con il Manchester United (QUI i particolari sull’addio al calcio di Van der Saar) si gioca 19 anni dopo. Pep Guardiola c’è sempre, stavolta in panchina.

Lo stadio londinese è profondamente cambiato (QUI i particolari). Stavolta, per issare la Coppa, Guardiola di gradini ne dovrà salire 107.

Redazioneweb – www.calciopress.net


 

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