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(Calciopress-Stefano Cordeschi) A questo punto ci chiediamo cosa serva per far desistere il presidente della Figc, Giancarlo Abete, dal restare ancora a capo del calcio italiano.

Calciopoli, Euro 2012, Euro 2016, Mondiali in Sudafrica. Ora il calcio scommesse. Tutto ciò non è bastato per scalzare il numero uno del calcio italiano dalla sua poltrona del comando. Abete è costretto da anni a ridere a denti ben stretti e cercare improbabili alibi per le batoste a iosa del calcio italiano. Ormai il titolo conquistato in Germania resta solo un ricordo, sbiadito dai troppi scandali ai quali il presidente della Federcalcio non ha saputo mettere riparo.

Siamo sicuri che, anche in questa occasione, Giancarlo Abete si guarderà bene dal pronunciare la parola dimissione. Al contrario, ribadirà la propria intenzione di restare alla guida del movimento per vigilare con forza affinché situazioni del genere non possano tornare a infangare il calcio italiano. In pratica dirà che tutto resterà esattamente com’era, cioè alla mercé di chi vuole il male di questo sport.

Ci vorrebbe, viceversa, una presa di coscienza forte. Un segnale inequivocabile. Insomma, Giancarlo Abete dovrebbe avere il buonsenso di liberare la poltrona, farsi da parte e riconoscere il suo fallimento. Se si vuole veramente cambiare le cose, mettendo fine a questo tipo di squallide situazioni, sarebbe auspicabile che chi il calcio oggi lo dirige torni a fare qualcos’altro. Che, almeno per una volta, dimostri la sua indifferenza verso la carica che occupa.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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