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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) Come abbiamo scritto altrove, lo scandalo delle partite truccate arriva in un momento cruciale per il calcio italiano. L’intervento della Giustizia sportiva, come sempre tardivo, giunge per l’ennesima volta al traino di una magistratura ordinaria che qualcuno vorrebbe ridurre ai minimi termini. Le classifiche ne potrebbero uscire terremotate (QUI i particolari).

La Procura Federale della Figc, guidata da Stefano Palazzi, dovrà sollecitare al termine delle indagini una serie di provvedimenti più o meno gravemente sanzionatori. In prima battuta alla Commissione Disciplinare Nazionale (CDN). In seconda istanza alla Corte di Giustizia Federale (CGF). Seguiranno gli inevitabili ricorsi all’Alta Corte di Giustizia e al Tnas insediati presso il Coni. Per Abete e Petrucci si profila una lunga estate calda.

Mai come quella che attende i tifosi delle squadre rimaste intrappolate, a vario titolo, nell’inchiesta. Il destino di questi club (ricordiamo che le partite sotto inchiesta sono 18), potrebbe essere border line. A rischiare sono in tanti. A sperare ancora di più. Gli organici potrebbero essere ridisegnati. Proviamo ad analizzare quali potrebbero essere i riflessi di eventuali provvedimenti sanzionatori della Giustizia sportiva su serie A, serie B e Lega Pro (Prima e Seconda Divisione).

Serie A. Se una o più società dovesse finire nelle maglie della Giustizia sportiva, anche se a onor del vero girano al momento solo voci su club della massima serie nazionale implicati nell’inchiesta di Cremona, la prima ad avere diritto al ripescaggio sarebbe la Sampdoria (club appena retrocesso in cadetteria). Il format della serie A non verrebbe modificato. Resterebbe comunque a venti squadre. Ciò è tanto vero che la Lega presieduta da Maurizio Beretta sta mettendo a punto le linee guida per il nuovo bando d’asta dei diritti televisivi dal 2012 al 2015 e che, nella bozza preparatoria, sono stati inclusi venti club.

Serie B. In cadetteria molte tifoserie sono in ansia. Atalanta e Siena (neopromossi in A) non dormono sonni del tutto tranquilli, al di là delle dichiarazioni di rito. Lo stesso dicasi per il Padova (impegnato nei Play Off) e l’Ascoli (salvo all’ultimo tuffo nonostante la corposa penalizzazione). Il Piacenza (impegnato nei Play Out con l’AlbinoLeffe) ha chiesto, finora senza successo, lo stop della partita in attesa delle sentenze. Il Torino e il Livorno, esclusi dai playoff, restano alla finestra ma si sentono fortemente defraudati dalle notizie in arrivoda Cremona. Altre società (si parla di Bari e Brescia) sono date in grave difficoltà economica e, dunque, a rischio di iscrizione. Il format della cadetteria potrebbe risentire non poco di questo complesso di fattori. Ricordiamo che in serie B l’organico dovrebbe essere già rivisto (il presidente della Lega Bwin, Abodi, è d’accordo). La riduzione a 20 squadre, contro le 22 attualmente iscritte, è già in ponte.

Lega Pro. Dove la situazione sembra catastrofica è in Lega Pro. Qui il numero dei club coinvolti nello scandalo è davvero alto. Alcune società sono messe peggio di altre. Il Ravenna, tanto per fare un nome, ha un suo tesserato tra gli arrestati (il diesse Buffone è stato già condannato per l’illecito con il Lumezzane, costato sette punti di penalizzazione alla società giallorossa). Come ha confermato ieri il presidente della Figc Giancarlo Abete, intervistato nell’intervallo di Italia-Estonia, tra Prima e Seconda Divisione il format scenderà a 76 squadre (ripescaggi compresi) già dal campionato 2011-2012. Il piano di riforma elaborato dal presidente della Lega di Firenze, Mario Macalli, è pronto da un pezzo: deve essere approvato dal Consiglio Federale entro il 30 giugno. La Lega Pro ha iniziato, prima categoria del calcio professionistico italiano, un percorso virtuoso di ricostruzione. Non a caso si parla, per la terza e quarta divisione nazionale, di Fair Play Finanziario ante litteram (QUI i particolari). Ciò non toglie che lo scandalo delle partite truccate si abbatterà sulla categoria come un tornado. Avrà di certo grosse implicazioni su un futuro di per sè già stento (QUI i particolari).

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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