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(Calciopress-Enrico Losito) Una partita sconsigliata ai deboli di cuore, alla fine la spuntano i capitolini che, malgrado la sconfitta, superano il turno qualificandosi alla finale play off per la B. Il Taranto accarezza il sogno qualificazione ad inizio ripresa grazie alle reti di Prosperi, al 13′ del primo tempo, e Di Deo, al 6′ della ripresa. I biancoblu accorciano le distanze al 17′ con il neo entrato Mazzeo, ma gli jonici hanno un sussulto d’orgoglio e riescono a portarsi sul 3-1, a otto minuti dal termine dell’incontro, con uno splendido pallonetto di Guazzo. La gara, però, non è ancora finita, perchè al 90′ Padella segna la rete qualificazione spezzando i sogni rossoblu. Nota a margine meritano i tifosi: tremila tarantini giunti gonfi di speranza al Flaminio in attesa del miracolo. A fine gara, malgrado la cocente delusione, hanno la forza di applaudire i propri beniamini. I tifosi dell’Atletico? Non pervenuti, inascoltati gli appelli del sindaco Alemanno, di Totti e Rocchi. I sostenitori delle big capitoline Roma e Lazio, malgrado la giornata uggiosa, hanno preferito disertare il Flaminio. Disinteresse latente, in tribuna coperta si conteranno cinquecento “appassionati” biancoblu, accreditati compresi.

Cronaca. Formazioni bloccate a centrocampo nei primi, l’unica opportunità da segnalare è la punizione di Baronio al 7′: traiettoria centrale, facile preda del portiere Bremec. Al primo affondo (al 13′) il Taranto passa:  il tracciante mancino dal limite di Prosperi si insacca sotto l’incrocio. Un minuto più tardi, invece, il diagonale di Girardi (lanciato in contropiede) viene respinto di piede da Ambrosi. Ancora gli jonici pericolosi al 33′: il calcio piazzato (concesso per fallo  di Doudou su Girardi) di Rantier dal limite viene bloccato a terra da Ambrosi. L’Atletico sfiora il pari al 44′: una rapida azione in linea porta alla conclusione Franceschini (servito da Baronio), ma il suo diagonale sinistro incontra lo strepitoso intervento di Bremec. Il portiere ospite si ripete un minuto dopo uscendo a valanga su Babù lanciato a rete. Al 6′ il Taranto raddoppia: Rantier batte un calcio franco dalla trequarti, Prosperi la prolunga per Girardi, il quale fa sponda di testa per il piatto destro dell’accorrente Di Deo che insacca. Esplode il Flaminio, quasi completamente di fede jonica. Primo cambio dell’incontro al 7′: Mazzeo  avvicenda Franceschini. Sulle ali dell’entusiasmo i pugliesi vicini alla terza segnatura al 10′: Rantier in azione di ripartenza innesca Girardi che, a tu per tu con Ambrosi, scarica un diagonale teso miracolosamente deviato in corner dall’estremo capitolino. I romani, però, non sono domi e al 17′ accorciano le distanze: Franchini lavora una bella palla sulla sinistra per poi scodellarla al centro per l’inzuccata di Mazzeo che supera Bremec. Seconda sostituzione nelle fila biancoblu al 22′: Mazzarani avvicenda Babù. Al 25′ i romani vanno vicini al pari: Franchini crossa  per la testa di Mazzarani che colpisce malamente da favorevole posizione con la palla che si spegne al lato. Primi cambi anche per gli jonici: al 26′ Chiaretti entra in luogo di Sy; mentre al 30′ Guazzo prende il posto di Prosperi. Ultima sostituzione in casa romana al 33′: esce Franchini, entra Pelagias.  Anche il Taranto effettua l’ultimo avvicendamento al 35′: Di Deo cede il testimone a Giorgino. Al 37′ i pugliesi passano Girardi lancia Guazzo, l’attaccante si incunea tra le maglie difensive biancoblu e infila Ambrosi con uno chirurgico pallonetto. Sembra materializzarsi il miracolo tarantino, ma al 90′ arriva la marcatura qualificazione dell’ Atletico: Mazzarani la mette in mezzo dalla sinistra per la puntuale spaccata di Padella. Non accade più nulla fino al termine, perchè i 5 minuti di recupero non servono ai rossoblu per realizzare un’altra marcatura.

ATLETICO ROMA (4-4-2): Ambrosi; Balzano, Padella, Doudou, Angeletti; Babù (22′ s.t. Mazzarani), Baronio, Miglietta, Franceschini (7′ s.t. Mazzeo); Ciofani, Franchini (33′ s.t. Pelagias). A disposizione: Previti, Romondini, Caputo,  Tombesi. All. Chiappara

TARANTO (3-4-3): Bremec; Sosa, Coly, Prosperi (30′ s.t. Guazzo); Antonazzo, Pensalfini, Di Deo (35′ s.t. Giorgino),  Sabatino; Rantier, Girardi, Sy (26′ s.t. Chiaretti). A disposizione: Barasso, Cutrupi, Colombini, Branzani. All. Dionigi

Arbitro: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto (ass.ti Salvato di Messina– Fiorito di Salerno)
Marcatori: 13′ p.t. Prosperi (T); 6′ s.t. Di Deo (T), 17′ s.t. Mazzeo (A.R.), 37′ s.t. Guazzo (T); 90′ s.t. Padella (A.R.)
Ammoniti: Doudou, Miglietta per l’Atletico Roma; Rantier, Sabatino, Antonazzo; Branzani, Sosa, Girardi per il Taranto
Angoli: 2-7
Spettatori: 4.000 (ospiti 3.000)

SALA STAMPA

Dionigi (all. Taranto). Visibilmente deluso il trainer rossoblu. La sconfitta brucia, ma un moto d’orgoglio infarcisce le sue prime parole: “Abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte dominando anche oggi. Nella gara d’andata abbiamo incassato una rete sull’unico tiro in porta degli avversari, mentre nell’incontro odierno avete visto tutti come è andata. Noi, comunque, siamo quelli di oggi, purtroppo siamo stati penalizzati dall’unica sconfitta subita in diciassette gare. I miei meriti? Quello di avere plasmato un grande gruppo ricostruendo l’ambiente. I nostri tifosi ci hanno applaudito dopo un’eliminazione nei play off. Questo è il pubblico che vuole Taranto. Il mio futuro? Non è il momento di parlarne. Ho ancora tre anni di contratto”. E’ tempo, invece, di scendere nel dettaglio del match focalizzando alcune chiavi di volta: “Siamo riusciti a metterli in difficoltà con Sy e Rantier che hanno giocato tra le linee. Di contro abbiamo subito due reti in occasione di rapide ripartenze, tra l’altro con la difesa schierata: eravamo tre contro due nella seconda circostanza. In ogni caso l’Atletico possiede calciatori di categoria superiore che crossano bene e sono in grado di inserirsi in zona gol”.

Chiappara (all. Atletico Roma). Non si scompone più di tanto il mister biancoblu che incamera la qualificazione senza trionfalismi. “Grande merito al Taranto, formazione in grado di impensierire chiunque. Quello che temevo era un calo dei miei uomini. Purtroppo in alcuni tratti si è verificato, normale sotto il profilo psicologico, visto che avremmo potuto qualificarci anche perdendo con il minimo scarto. Abbiamo regalato il primo tempo ai nostri avversari concedendo campo. Timore di uscire? Non sul 2-0, in quanto c’era ancora molto tempo a disposizione; mentre sul 3-1 non ho avuto tempo di pensarci. Ero solo consapevole di avere esaurito i cambi, dunque dovevo inventarmi qualcosa in avanti. A quel punto ho pensato a Padella, calciatore in grado di inserirsi in zona gol. La scelta si è rivelata giusta. Tra l’altro avevo già rinforzato la difesa inserendo Pelagias.  Le reti subite? La prima è stata una grande marcatura di Prosperi, nelle altre due circostanze non siamo stati impeccabili; come del resto il Taranto in occasione delle reti incassate. E’ chiaro che quando si subisce una rete c’è sempre qualche errore.  Ad ogni buon conto le loro segnature sono giunte con tanti calciatori che aggredivano la palla”. Diventano edulcorate le dichiarazioni del mister milanese, se si parla dei suoi ragazzi: “Li considero ancora dei miei compagni di squadra. Hanno dimostrato di avere grande cuore e umiltà, quella che avevo chiesto in settimana. Certe partite non le vinci solo per fortuna, loro ci hanno creduto fino alla fine. Sicuramente non è facile gestire una rosa del genere, ma questo è un grande gruppo, dove anche chi resta fuori incoraggia il compagno che scende in campo”. Chiappara si divincola con eleganza da eventuali polemiche rispetto alle dichiarazioni del tecnico Dionigi: “A Taranto non abbiamo rubato. Al contrario credo che abbiamo vinto con merito. La finale contro la Juve Stabia? Sarà un confronto simile a quello con il Taranto”.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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