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(Calciopress-Stefano Cordeschi) La Lucchese fra crack, e lo fa nel peggiore dei modi, ovvero dopo solo tre anni dal precedente fallimento targato Hadj. E dire che di soldi nel progetto sportivo non è che ce ne siano stati investiti in maniera imponente, al cospetto di una società, rilevata priva da pecche gestionali, presa in mano dal duo Valentini – Giuliani con la benedizione del Sindaco, Mauro Favilla e dell’Assessore allo sport, Lido Moschini. Non si sono fatti voli pindarici, eppure, il secondo fallimento della storia rossonera è praticamente dietro l’angolo. Il disimpegno odierno della Nice Srl, capeggiata da Pino Bulleri e Marco Gianfranceschi, ha dato il colpo finale ad una storia che avrebbe i contorni di una commedia all’italiana, se non fosse per il fatto che ci sono persone ristrette agli arresti domiciliari, ed altri convocati in Procura, in qualità di persona informata dei fatti.

CAPITOLO NICE Srl: E’ l’ultimo degli atti di una storia kafkiana che sta portando la Lucchese all’ennesimo fallimento. Che la cordata ligure, capeggiata da Giuseppe Bulleri e Marco Gianfranceschi, palesasse contraddizioni evidenti era sotto gli occhi di tutti. Di certo però rappresentava quell’ancora di salvataggio a cui la maggior parte della tifoseria rossonera si era aggrappata, in attesa degli eventi. La ritirata ligure è stata giustificata, con un comunicato, dall’ostracismo, nei loro confronti, da parte di alcuni organi di informazione, di parte della tifoseria e di alcune istituzioni. La verità è che di soldi da investire nella Lucchese, la Nice Srl non ne ha mai avuti, o forse, sarebbe meglio dire che, non è riuscita a trovarne, durante questa gestione flash di appena otto giorni.

VALENTINI – GIULIANI: Il dito, la maggior parte dei tifosi, lo punta contro loro, identificati quali veri responsabili di questa assurda situazione. Dopo due promozioni, a basso costo gestionale, si ritrovano a fare i conti con una mancanza di liquidi già dal mese di dicembre 2010. Inizia quindi un calvario fatto di stipendi non pagati e di rate di mutuo, attinenti ai campi di San Donato (oggetto di indagini) che ultimamente non vengono onorate. Il culmine di tanta mal gestione, lo si ha nei primi giorni del mese di maggio, quando il socio di maggioranza, Giovanni Valentini a capo del gruppo Valore, viene ristretto agli arresti domiciliari, a seguito di indagini da parte dei carabinieri di Lucca, su un presunto giro di tangenti e corruzione nell’ambito urbanistico cittadino. Nel mirino degli inquirenti, inevitabilmente, entra anche il progetto riguardante il rifacimento dello stadio Porta Elisa, nonché i campi di San Donato già citati, ed in bilancio alla Lucchese. In tal senso, anche il socio di minoranza, Giuliano Giuliani, viene, al momento, sfiorato dall’inchiesta, con un invito da parte della Procura di Lucca a presentarsi, in qualità di persona informata dei fatti. Il colpo di scena, lo si vive però nella giornata antecedente al provvedimento restrittivo che porterà ai domiciliari Valentini. Infatti, lo stesso, riesce a “piazzare” le sue quote societarie alla Nice Srl di Genova, di cui abbiamo abbozzato brevemente la storia nel capitolo precedente. Ma la frittata ormai appare fatta, visto che possibili trattative con altri interlocutori, appaiono assai difficoltose, visto lo stato in cui versa la Lucchese. Indebitata, dalla gestione Valentini – Giuliani, e in bella vista su tutte le cronache locali e nazionali. Di sicuro non un bel biglietto da visita per papabili acquirenti.

IL FUTURO E GLI SCENARI: L’ira dei tifosi, per l’ennesimo rischio fallimento, non tarda ad arrivare. Lo spettro dei campi di periferia è dietro l’angolo, e la rabbia dei supporter rossoneri converge verso coloro che reputano i fautori dell’ennesimo possibile fallimento, ovvero, Giovanni Valentini e Giuliano Giuliani. Ma i tifosi non risparmiano critiche nemmeno al primo cittadino, Mauro Favilla, di cui vorrebbero le dimissioni, al pari dell’Assessore allo sport, Lido Moschini, la cui carica ha vissuto il fallimento ai tempi di Fouzi Hadj e, che lentamente, sta accompagnando anche questa verosimile disfatta. Un record politico di cui andare poco fieri. Ma quale futuro attende la Pantera? Certamente non roseo e sicuramente controverso, visto che, ad oggi, l’80 per cento delle azioni restano comunque in mano alla Nice Srl, disimpegnatasi dal progetto. Cosa ne farà delle proprie quote, le metterà in vendita? Ed in questo caso chi sarà in grado di acquistarle?. Un altro scenario possibile è dato dalla volontà da parte della Nice Srl, di cederle, anche a titolo gratuito, nelle mani del socio di minoranza, Giuliano Giuliani, che si ritroverebbe in mano il 100 per cento delle azioni della Lucchese Calcio. Azioni che, al momento, rappresentano solamente debiti, a cui Giuliani difficilmente riuscirebbe a far fronte. Proprio nella giornata odierna il socio di minoranza ha ripreso i propri contatti con alcuni imprenditori, per convincerli ad entrare in un progetto che, allo stato attuale, appare essere una vera e propria mission impossible. Giuliani ha chiesto alla piazza due – tre giorni per cercare una soluzione al problema, cosa che non gli era riuscita nei mesi scorsi, impresa ardua se ci riferiamo ai tempi stretti, in cui si troverebbe ad operare. Inevitabilmente, ora, ci si aggrappa a lui, quale ultima speranza per non veder morire nuovamente la Pantera.

CAPITOLO TIFOSI: Ormai la stragrande maggioranza dei tifosi è rassegnata a vedere i propri colori, sbiadirsi malinconicamente sui campi spelacchiati dei dilettanti. Servirebbe un vero e proprio miracolo, un colpo di teatro di quelli che lasciano interdetti. Si, ma chi ci crede più? Solo l’amore smisurato di un tifoso può ancora reggere l’urto di un amore tradito così profondamente. Solo colui che non vuole perdere l’unico vero amore della sua vita, resta ancorato alla speranza di non vedere le proprie maglie sprofondare nel baratro. Ma fino a quando resisteranno a questa lenta agonia? Sognare non costa nulla, o forse, troppo. Il prezzo insopportabile delle delusioni che seguono.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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