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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Nell’antica Roma, era il saluto dei gladiatori all’imperatore. Una sorta di saluto ultimo, verso l’imperatore romano, da parte di chi era praticamente condannato a morire nell’arena romana. Oggi la frase è usata in maniera meno drammatica e, se vogliamo, alquanto scherzosa, quando si vuole salutare con rispetto una persona a cui teniamo particolarmente. E siamo certi che è in questo modo che la Roma giallorossa vuole far sentire il suo caloroso abbraccio ad una famiglia che tanto ha dato per questi colori. Oggi, Rosella Sensi, darà l’addio al suo popolo, chiudendo un ciclo iniziato dal compianto padre Franco, e da lei proseguito, con tanto impegno ed amore per i colori giallorossi.

Un connubio, quello tra i Sensi e la Roma, che non ha sempre vissuto momenti idilliaci, ma che nel bene e nel male, non ha mai fatto mancare quel rispetto e quella consapevolezza di una unità di intenti comune. Il bene della Roma. Sono stati anni di passione, sofferenze e di contestazioni, ma anche di successi, gioie e grandi soddisfazioni. Sensi e la Roma non si sono fatti mancare nulla, in questo lungo percorso, che ha comunque decretato la “rinascita” di quella Roma, divenuta per molti solo una “Rometta”.

La famiglia Sensi, non senza difficoltà, ha saputo ridare lustro alla Lupa capitolina, portandola a primeggiare in campionato e, a togliersi soddisfazioni importanti anche in ambito europeo. Questi, tra i Sensi e la Roma, sono i giorni dell’addio, della commozione e dei saluti più affettuosi. Dal capitano di oggi, Francesco Totti, a quello del futuro, Daniele De Rossi, passando per i tifosi e gli addetti ai lavori, tutti dedicano una parola, un ricordo, un aneddoto che legano la Roma alla famiglia Sensi.

Segnali di affetto indelebili, verso chi, negli anni, è riuscito a tenere in alto i vessilli giallorossi, sventolando con orgoglio la propria “romanità”. Quel modo di essere di Franco, ruspante e generoso, a quello più gentile, ma non per questo meno deciso di Rosella, ha portato i tifosi giallorossi a rispolverare quel senso forte di appartenenza, mai perso, ma rinvigorito e rafforzato maggiormente, anche grazie alla passione dei condottieri. Ave Sensi morituri te salutant, che da domani, verrà sostituito con un più giovane e malinconico welcome.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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