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(Calciopress – St. Ant.)  Se è vero che il leader in campo tarda ad arrivare (QUI i particolari), è però altrettanto vero che la Juventus ha trovato il trascinatore giusto sulla panchina.

Antonio Conte (nella foto) aveva chiesto al popolo bianconero l’entusiasmo necessario per far decollare il progetto di Andrea Agnelli (QUI i particolari). Ha ottenuto in assai più di quanto aveva chiesto. L’ex tecnico del Siena, che la gente ancora chiama “il nostro capitano”, si avvia a conquistare i cuori dei tifosi della Juve.

A Bardonecchia, nell’attesa che Marotta voli in Spagna per discutere dell’arrivo di Pepito Rossi (20 milioni più Felipe Melo), lo striscione esposto sugli spalti la dice più lunga di mille parole: “Il sogno realizzato: Antonio Conte bentornato”.

Sulle bancarelle abusive che pullulano intorno all’impianto del ritiro, le magliette dedicate al nuovo tecnico vanno a ruba. Gli allenamenti vengono seguiti dai tifosi con attenzione sacrale. Il 4-2-4, termine utilizzato in luogo del più classico 4-4-2, sembra riuscito a stregare il disilluso popolo bianconero.

Conte non ha tra le mani la squadra che vorrebbe (QUI i particolari). Mancano ancora all’appello un difensore centrale, un centrocampista, un’ala sinistra e un attaccante (il top player tanto atteso). Le fasi del meticoloso lavoro tattico che contraddistingue il suo modo di allenare sono perciò ad handicap.

L’informatica è per lui un supporto fondamentale. L’aspetto tecnologico è affidato a Riccardo Scirea, che si occupa di immettere i dati, selezionare i filmati, elaborare le statistiche. Negli ultimi anni Conte si è rivolto a una società informatica di Ancona (la K-Sport).

L’azienda marchigiana ha messo a punto un algoritmo per l’utilizzo dei dati sul rendimento dei giocatori. Il computer, dopo aver preso in esame una lunga serie di dati (ivi compresi quelli relativi alle squadre avversarie), giunge al punto di suggerire la formazione ideale da schierare.

Conte è uno che lavora come un matto e fa lavorare sodo i giocatori. Ha idee giovani come lui. Ragiona di tattica, studia in modo maniacale le posizioni, insegna gli schemi. “Non mi era mai capitato che mi facessero rivedere il video di un allenamento”, parole e musica di Ziegler. “A me sì, con Mazzarri”, ribatte Pazienza.

L’ex capitano ha già corretto alcuni moduli tattici. Disponendo di un lanciatore (Pirlo) e di un corridore di fascia (Krasic), sta lavorando sui lanci e sulla corsa.

Quando arriverà il top player sarà più facile, per lui, diventare quello che il popolo bianconero vuole che diventi.

St. Ant. – www.calciopress.net

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