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(Calciopress-Enrico Losito) Si è parlato molto in passato degli stadi a norma, ma il fluire del tempo ha quasi sopito l’argomento, passato inesorabilmente in secondo piano. Una fase di apparente oblio terminata con le recenti domande d’iscrizione, perché possedere un impianto a norma è una condicio sine qua non per partecipare al prossimo torneo di Lega Pro. Abbiamo affrontato lo spinoso argomento con Salvatore Lombardo, vicepresidente della Lega Pro.

Qual è l’attuale situazione degli impianti in Lega Pro? “In generale è stato fatto tanto, la determina numero 17 dell’Osservatorio del resto parla chiaro e riguarda gli impianti con capienza superiore ai 4.000 posti. Diverso il discorso attinente a quelli con capienza inferiore a tale soglia. Innegabile il salto di qualità a livello di impiantistica e sicurezza, mi riferisco in particolare ai controlli degli accessi, all’inserimento degli steward e alle altre modifiche effettuate. Inoltre abbiamo instaurato un corpo di ispettori di Lega atti a certificare la validità degli interventi. Ribadisco: i risultati ottenuti sono buoni anche se non mancano le eccezioni”.

A proposito di “eccezioni” non mancano i paradossi. Consideriamo lo stadio “Flaminio”, a norma per gli altri sport ma non per il calcio. Anche il questore di Roma Tagliente è stato molto chiaro in una recente intervista. Può fornirci delle ulteriori delucidazioni? “Il Flaminio non è uno stadio a norma per il calcio, purtroppo qualche particolare episodio accaduto all’interno della struttura lo conferma. Mancano i requisiti di sicurezza. Sono a conoscenza del fatto che l’Atletico Roma sta cercando altre soluzioni per giocare ed ha presentato ricorso. Io non posso che ribadirle lo stesso concetto, in quello stadio al momento non si può giocare al calcio. La valutazione sul ricorso presentato sarà fatta in seconda battuta, ma per noi non cambia nulla: le regole sono chiare. Vedremo come accadrà”

Ci sono anche altre discrasie da chiarire: lo stadio “Menti” di Castellamare di Stabia è utilizzabile in Lega Pro ma non in B. Per quale motivo? “I parametri in cadetteria sono diversi e riguardano la soglia minima di 7.500 spettatori. Insomma le regole sono ancora più rigide. Le dirò di più anche il “Menti” avrebbe potuto non essere a norma nella prossima stagione di Lega Pro. Per esempio lo scorso anno le società si iscrivevano al campionato con una semplice perizia giurata.  Le lascio immaginare le conseguenze. Ora, invece, è diverso perchè serve il parere favorevole dei nostri ispettori”

Può essere di supporto la Federazione per agevolare le società alla messa a norma degli impianti? “La nostra Commissione tecnica può fungere da supporto, ma  il contesto italiano, sopratutto in Lega Pro, si scontra con la realtà dei fatti. I nostri stadi, a parte quello di Reggio Emilia, sono in mano agli enti locali: Comune e Provincia in primis. Con questi “chiari di luna” e la relativa mancanza di risorse economiche diventa difficile intervenire adeguatamente sulle strutture. Alcuni club, quelli più facoltosi, si fanno carico degli interventi, ma anche in questo caso parliamo di casi rari”.

Per concludere parliamo di giovani. Di recente la LP è stata premiata a livello internazionale per la valorizzazione delle nuove leve. Un suo commento? “Noi siamo convinti della politica intrapresa, cerchiamo di fare risparmiare le nostre società che vengono anche premiate con degli incentivi. Chiaramente non obblighiamo nessuno a perseguire la “linea verde”. I nostri club possono scegliere la strada migliore per arrivare al successo. Nella stagione trascorsa abbiamo avuto 16-17 società che non hanno usufruito di queste agevolazioni. E’ una questione di scelte: alcuni sodalizi raggiungono i propri obiettivi grazie ad una rosa esperta, altri invece per merito dei giovani. Un esempio su tutti? Il Gubbio vincente e premiato dagli incentivi”

Enrico Losito – www.calciopress.net

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