Connect with us

Pubblicato

il

(Calciopress – Sergio Mutolo) La vertenza in atto tra Lega e Aic dura dal 30 giugno 2010, la data nella quale è andato in scadenza il contratto collettivo dei calciatori al centro del muro contro muro.

Una circostanza che ha portato al rinvio della prima giornata del campionato di serie A. Scelta meditata, visto che ci sono voluti addirittura quattordici mesi per prenderla.

La decisione di non sottoscrivere l’accordo con l’Aic, formalizzata da Beretta, è stata presa dall’Assemblea di serie A con una maggioranza schiacciante (18 a 2), di quelle che non lasciano adito a dubbi e dimostrano grande compattezza di intenti.

Niente di meno vero. Adesso che ci si comincia a rendere conto del pateracchio che è stato combinato, della rabbia che monta tra i tifosi e degli enormi danni economici arrecati a quanti lavorano attorno al mondo del calcio (quinta industria italiana), si dà il via allo scontato (squallido) scaricabarile all’italiana. La colpa di questa situazione è degli altri, di tutti, di nessuno, di un destino cinico e baro.

Non si è tenuto minimamente conto dei grandi problemi in ballo. Né del guaio con cui dovrà fare i conti la Nazionale del ct Prandelli in questo marasma. Il buon Cesare non potrà contare neppure su un minuto ufficiale nelle gambe dei convocati. Le ultime due partite ufficiali previste per Uefa Euro 2012 saranno contrassegnate dalla precarietà che pervade ormai tutto il sistema. E meno male che alla guida degli Azzurri c’è un commissario tecnico di grande spessore etico, che saprà sicuramente battere la strada migliore per noi (leggi QUI).

Abbiamo dovuto assistere, in questi giorni, a un florilegio di dichiarazioni a ruota più o meno libera che aggiungono al danno il sapore della beffa. Eppure c’è una struttura verticistica che tutela sotto il profilo organizzativo lo sport più amato dagli italiani.

Ciascuna delle componenti del sistema calcio si è schierata con note e/o comunicati ufficiali. Il Coni di Petrucci (QUI), la Figc di Abete (QUI), il presidente della Lega Serie A Beretta e quello dell’Aic Tommasi (QUI), a monte persino il presidente della Uefa Platini (QUI) hanno parlato in modo chiaro e forte.

Tutto bene. E adesso? Adesso è il momento di passare dalle parole ai fatti. In una struttura piramidale le responsabilità partono sempre dal vertice. Vanno a decrescere inoltrandosi verso la base. Su questo non ci piove. Dopo l’effluvio incontrollato di parole, occorrono dunque decisioni all’altezza della carica e degli oneri che essa comporta.

Saranno difficili e impopolari. Bisognerà comunque prenderle. Il prima possibile. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, in ragione del posto che occupa nella piramide. Ma davvero è pensabile continuare a tutelare lo sport più amato dagli italiani con questi assurdi arroccamenti?

Quando il calcio delude come la vita

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

Annuncio pubblicitario
Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Editoriali2 ore fa

La Serie A Femminile scende a 10 club dal 2022-23: ma sarà vera gloria?

Il passaggio al professionismo ridurrà a dieci il numero dei club iscritti alla Serie A femminile. Una riforma (affrettata?) da...

Editoriali2 ore fa

La Serie A Femminile passerà a 10 club: Morace storce il naso

Carolina Morace ha scelto di prendere parte a “Campionesse“, la docuserie di Rakuten Tv disponibile dal 2 dicembre che racconta...

Editoriali3 settimane fa

Serie A Femminile: fra sostenibilità economica e ‘sofferenza’ del calcio italiano

✅ La crisi post-pandemica sta falcidiando i bilanci dei club europei. In misura ancora più significativa di quelli italiani, i...

Editoriali3 settimane fa

La Serie A verso il professionismo e il modello del Napoli Femminile

La lettera aperta indirizzata il 2 settembre scorso alla ct della Nazionale, Milena Bertolini, dal presidente del Napoli Femminile Raffaele...

Editoriali1 mese fa

Serie A Femminile nel guado: professionismo e anima dilettantistica

La transizione verso lo status di tipo professionistico della Serie A Femminile è ormai un dato di fatto. La ristrettezza...

Editoriali2 mesi fa

Juventus Women, Braghin e una certa visione di futuro del calcio femminile italiano

Stefano Braghin ha percorso un cammino straordinario da quando è alla barra di comando del club bianconero. Il passaggio del...

Calciomercato2 mesi fa

Il talento di Sofia Cantore, una vera ‘predestinata’

Quando l’estate scorsa Sofia Cantore approdò alla Florentia, in prestito dalla Juventus Women grazie ai buoni uffici del direttore generale...

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi