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(Calciopress-Enrico Losito) Oltre vent’anni di carriera consumati alla guida di compagini di C2 e C1. Terminologie vintage per un esperto “bucaniere” di questi tornei. Mister Motta ha messo la sua esperienza al servizio del Monza, club alla continua ricerca del definitivo rilancio.

E’ uno dei tecnici veterani della categoria. Quali differenze ha notato nel girone attuale rispetto a quelli degli anni precedenti? “Cambiano le squadre alla luce della nuova politica intrapresa dalla Federazione. Si è passati da una divisione in orizzontale a una verticale. Per esempio la Cremonese che è geograficamente vicina a noi gioca nello stesso girone del Sud Tirol. C’è una grande mischia, provocata anche dai numerosi fallimenti societari che si sono susseguiti in questi anni. Nel nostro girone abbiamo anche club blasonati come Foggia, Taranto e Avellino. Sono piazze importanti con delle ottime squadre”

Ha collezionato dei successi in carriera vincendo il campionato con la Pro Sesto e il Legnano. Cosa serve per imporsi in queste categorie che per alcuni aspetti sono più difficili di quelle superiori? “A mio avviso c’è più lavoro da svolgere sul campo: occorre agonismo e grandissimo impegno. In categorie superiori, invece, se non ci arrivi con il ritmo, la velocità e  il fisico puoi sopperire con la tecnica e l’intelligenza tattica. In questi campionati devi sopperire a queste carenze, altrimenti non ci sarebbero differenze di categoria. Per quanto riguarda i miei “ritorni” a Sesto: ho trascorso 5 anni meravigliosi, poi sono andato via per un paio d’anni e le cose sono andate male. Successivamente sono tornato per due volte e nella seconda circostanza abbiamo vinto un altro campionato. Insomma non posso lamentarmi della mia esperienza a Sesto. Purtroppo è una di quelle società che è sparita ripartendo dall’Eccellenza. Discorso similare per la Pro Vercelli che ha acquisito il titolo sportivo della scomparsa Pro Belvedere”

E’ soddisfatto del cammino attuale del Monza in campionato? “Non sono molto soddisfatto. Siamo stati ripescati all’ultimo momento e abbiamo portato avanti una campagna acquisti in linea con le nostre possibilità economiche. In buona sostanza non possiamo permetterci follie. Sono arrivati anche dei ragazzi da valorizzare in prestito da altre società. Siamo ancora alla ricerca della giusta dimensione e dell’adeguato equilibrio in campo. Io sto cambiando spesso sistema di gioco (tra i più gettonati il 5-3-2 e il 3-4-1-2), in attesa che siano pronti gli ultimi quattro calciatori arrivati. Purtroppo questi atleti, giunti nell’ultimo giorno di mercato, hanno dovuto acquisire la migliore condizione fisica. Con il pieno recupero di questi ragazzi potremo anche sperimentare altri sistemi di gioco”

Individui un outsider? “Guardi le faccio due nomi: la Tritium, squadra geograficamente vicina a me, e la Pro Vercelli. Quest’ultima per una questione di cuore”.

Domenica prossima vi attende allo Iacovone il Taranto che è apparso in leggera flessione nelle ultime gare. La rincuora tale aspetto o magari la spaventa? “Mi spaventa. Il Taranto ha voglia di tornare subito in testa alla classifica e sicuramente cercherà di approfittarne, visto che incontrerà una formazione di medio-bassa classifica. Sopratutto vorrà rifarsi in casa alla luce dell’ultimo risultato sfavorevole contro la Ternana. In ogni caso ci può stare sia pareggiare a Vercelli che perdere in casa contro la Ternana. Comunque da quello che ho letto sui giornali, visto in tv e sentito: il Taranto non meritava assolutamente di perdere contro la Ternana”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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