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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) Sono ormai lontani anni luce i tempi in cui il campionato italiano di calcio era considerato il più bello del mondo (foto di Emma Rotini).

Un’interessante ricerca dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, inserita nell’ambito del “Master 2011 in Sport Management, Marketing & Sociology”, offre l’ennesima conferma che il nostro sistema calcio è in crisi nera e rischia seriamente di affondare.

Il titolo della ricerca è chiaro. “Il pallone si sgonfia?– Ricerca universitaria sul trend economico del calcio professionistico alle soglie del Fair Play finanziario. L’analisi è stata riportata dal sito affariitaliani.libero.it, attraverso il quale si potrà accedere ai dati integrali della ricerca.

Per capire la gravità della situazione in cui è stato cacciato il mondo pallonaro italiano basterà soffermarsi su pochi dati, essenziali quanto significativi. I lettori potranno poi liberamente immergersi nella miriade di numeri contenuti nel report.

1. La serie A italiana contabilizza nel 2011 un saldo negativo di quasi 60 milioni di euro (solo 4 hanno un bilancio in attivo).

2. Il passivo nell’ultimo decennio è superiore ai 2,7 miliardi di euro.

3. Nella massima serie nazionale – il cui livello tecnico è in caduta libera come conferma il nostro precipizio nel Ranking Uefa – ben 129 giocatori guadagnano più di 1 milione di euro all’anno.

4. Gli stipendi assorbono il 70% dei ricavi totali. Gli introiti derivanti dai diritti televisivi (che rappresentano il 63% dei ricavi totali messi a bilancio) servono in sostanza a coprire gli ingaggi dei calciatori..

5. I grandi club della serie A italiana investono nei vivai meno della metà rispetto alle omologhe grandi società d’Europa.

6. In tema di diritti televisivi all’esterola Serie A italiana vale meno di un quinto della Premier League. I club inglesi incassano per questa voce oltre 500 milioni di euro, quelli italiani meno di 100 milioni.

7. Inter e Milan contabilizzano per ticketing appena 30-40 milioni annui, contro introiti da stadio dell’ordine di oltre 100 milioni riferibili a società europee di pari rango come Real Madrid, Manchester United o Arsenal. Prima dello Juventus Stadium (nella foto) il club bianconero ne contabilizzava meno di 20, ma dalle parti di Torino le cose stanno radicalmente cambiando

8. Riguardo al marketing le cose stanno ancora peggio. Le due milanesi, insieme, arrivano a 100 milioni. Il Bayern Monaco da solo mette a bilancio, sotto questa voce, 173 milioni. Il Real supera i 150.

9. Il merchandising non decolla (è fermo a 77 milioni di euro). In Italia non esiste la protezione del marchio. Trionfa il mercato del falso. Evidentemente vale alle nostre latitudini il concetto che “il valore del calcio non vada coltivato”.

10. Ne deriva che la fonte prevalente di ricavo dei club italiani è rappresentata dalle pay tv. Le televisioni a pagamento sono, di fatto, le proprietarie dei club italiani. Se dovessero venire meno gli introiti versati da Sky e Mediaset per acquistare i diritti televisivi, il sistema calcio italiano verrebbe giù come un castello di carte.

Calcio e diritti tv, uno scialo infinito

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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