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(Calciopress-Luca Savarese) L’artigiano e la macchina, ovvero un piccolo affondo tra le righe non più scritte su foglio protocollo della serie A. L’artigiano è da sempre colui che mette se stesso dentro le cose che fa, che plasma la realtà proprio con la sua arte, con la sua punta geniale di creatività. La macchina è invece colei che grazie a dei calcoli e a dei sistemi programmati al suo interno, consegna alla realtà una lettura performante, così precisa da voler alle volte essere una specie di altra realtà.

Sabato, allo stadio Silvio Piola (a proposito, un artigiano del calcio, recordman di gol in maglia azzurra) di Novara, si incontrano il Novara di Attilio Tesser, uno che tesse trame di calcio frizzante e la Roma di Luis Enrique che vorrebbe fare della “maggica” una macchina perfetta.

Si gioca sopra un campo che è più frutto di una macchina che di un artigiano..il terreno sintetico dove però molti giocatori hanno ancora i tacchetti artigianali, con bulloncini di ferro. In fondo oggi il calcio è una commistione tra artigianato e macchinari. Però poi il campo è l’ultimo giudice ed allora capita che reti che sembrano bazzecole da artigiano vengano buttate al vento (vero signor Meggiorini che lascia in potenza un gol già in atto ) e prodezze che sembrano specialità di una macchina, siano invece realizzate con facilità ( credere al duo Pjianic-Krcic che prepara il confetto romano anti Novara).

La Roma dopo Novara sembra essere un artigiano che espone i prodotti ai quali stava lavorando da tempo. Il Novara ci sembra ancora una macchina con le gomme fredde, che ha fatto solo pochi giri sul circuito seria ma che si accorge che, d’ora in poi, dovrà affrontarlo con delle gomme impeccabili. Metà artigianale, metà macchina, è il calcio del 2011. Un po’ grano e un po’ zizzania, poi quando sarà ora di raccolto, vedremo. Anche gli artigiani hanno un computer, anche le macchine elaborano e vorrebbero tanto creare, artigianalmente.

Piccola postilla: davanti alle piogge torrenziali che hanno messo kappaò molte zone dello stivale, nessuna macchina ha fatto si che potessero essere disputate le partite rinviate. Per fortuna le partite si giocano ancora a cielo aperto, una delle cose che non si potranno mai chiudere. Il calcio è nato all’aria aperta. Siamo a quasi-calcio!

Luca Savarese – www.calciopress.net

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