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(Calciopress – Ro. Be.) La sentenza su Calciopoli emessa ieri dalla nona sezione del Tribunale di Napoli (leggete QUI i particolari) dispone che il risarcimento danni a carico delle parti lese sia stabilito in separata sede da un giudice civile (QUI i particolari).

Prevede inoltre, come pena accessoria, l’interdizione dagli uffici direttivi delle società sportive per la durata di tre anni e stabilisce anche il divieto ai condannati di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. In parole povere, una sorta di Daspo (nella foto, lo stadio Olimpico di Roma).

Questi provvedimenti, secondo la giustizia ordinaria, non sono da subito esecutivi in quanto impugnati dai condannati. Essi hanno interessato una buona parte degli imputati. Tra questi ricordiamo Claudio Lotito (Lazio), Diego e Andrea Della Valle (Fiorentina) e Pasquale Foti (Reggina).

L’avvocato Mattia Grassani, tra i massimi esperti di diritto sportivo, non è affatto d’accordo: ”La norma federale prevede che, anche se la sentenza non è definitiva, un condannato di frode sportiva venga sospeso dalle cariche ufficiali”.

Il legale interpreta così la norma 22 bis delle Noif alla luce delle sentenze su Calciopoli.  ”La norma – precisa il legale – non attende il passato in giudicato della sentenza, ma basta anche la condanna di primo grado”.

Ro. Be. – www.calciopress.net

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