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(Calciopress – Ro. Be.) Arrigo Sacchi è intervenuto a Perugia alla presentazione del libro “Ho ballato con Mandela“, scritto da Roberto Renga. Il giornalista, inviato al seguito della Nazionale di calcio dal ’76, ricorda cento anni di vita della Nazionale. Un testo ricco di storie, episodi e curiosità (molte delle quali inedite).

L’utopia nel calcio è “vincere e convincere”, questa la filosofia di Sacchi. Un obiettivo da raggiungere dando un gioco alla squadra attraverso il lavoro e l’impegno. Si deve contrastare l’egoismo, l’arrivismo e l’opportunismo. Un po’ come succede nella vita d’ogni giorno.

Sacchi ha ricordato la sua visione del calcio che l’ha portato, attraverso i risultati del suo Milan, a rivoluzionare il modo di giocare a pallone e offrire uno degli spettacoli più belli visti su un terreno di gioco.

Per ”vincere e convincere” superando l’idea di un calcio italiano ”difensivistico, sempre sofferente”, il responsabile delle nazionali giovanili è necessario poter contare sulla preparazione degli allenatori. ”Ai miei tempi – ha detto Sacchi – il supercorso a Coverciano durava un anno. Adesso 32 giorni”.

Ha poi evidenziato la necessità di un ambiente societario che deve consentire di far lavorare. ”Io l’ho avuto con il Milan e con il presidente Berlusconi”, ha spiegato.

Un concetto rafforzato da Ilario Castagner, ex tecnico del Perugia della fine degli anni ’70, che ha ricordato le grandi capacità dell’allora presidente Franco D’Attoma. Anche per Serse Cosmi, presente all’iniziativa, un rapporto di fiducia, corretto, fra tecnico e società, rappresenta l’arma vincente per ottenere risultati e mostrare un bel gioco.

Ro. Be. – www.calciopress.net

 

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