Connect with us
Sergio Mutolo

Pubblicato

il

(Calciopress – Sergio Mutolo) Si svolge domani a Roma un convegno sul calcio organizzato da SportEquality (QUI i particolari). Il titolo, “Finalmente domenica…Quali riforme per un calcio migliore“, è accattivante e insieme provocatorio. E’ quanto meno paradossale, di questi tempi, associare il calcio italiano alla domenica  (QUI la riflessione “Calcio, quel che resta del campionato”). Molti e tutti caldi i temi all’ordine del giorno. Relatori e platea sono di grande spessore. Vorremmo soffermarci sulla riforma dei campionati, uno dei temi all’ordine del giorno. Un argomento che Calciopress (vox clamans in deserto?) ritiene cruciale da anni. L’intervento sul format dovrebbe essere propedeutico a qualunque altro tipo di discussione. L’occasione è buona per mettere insieme alcuni spunti di riflessione sul tema.

Sistema calcio pletorico e ipertrofico. Il sistema calcio italiano non può andare avanti troppo oltre sulla strada che ha pericolosamente imboccato. In un’epoca di tagli e di ritorno alla sobrietà, con un governo di emergenza costretto a dolorosi interventi chirurgici per salvare l’Italia dalla bancarotta, il Titanic su cui si è imbarcato il nostro allegro mondo pallonaro rischia di affondare da un momento all’altro. La più grande delle anomalie è rappresentata dal numero insostenibile di club che ruotano attorno al mondo professionistico. La crisi globale conferma che questa realtà non è più compatibile con le attuali risorse finanziarie.

Format dei campionati. Il primo passo di qualunque intervento serio e mirato sul sistema calcio italiano è quello dunque di modificare il format dei campionati. Si tratta di procedere, da subito e senza ulteriori indugi, a una drastica riduzione delle società incluse in un sistema professionistico pletorico e inutilmente ipertrofico. In assenza di idee, come pure di scatti di fantasia latitanti tra i brontosauri che occupano da lustri le stanze dei bottoni, è necessario rifarsi a modelli organizzativi che in Europa hanno dimostrato di funzionare.

Modello inglese. Sotto questo profilo resta vincente, a nostro parere, il modello organizzativo inglese. Oltre Manica è stato messo a punto un sistema agile e semplice da coordinare. Per tempo (dal 1992) è stata infatti decisa la scissione in due Leghe: una corrispondente alla nostra serie A e l’altra che include le tre serie nazionali professionistiche (vige la regola del 24, applicata anche alle categorie dilettantistiche). Il risultato è un sistema cui afferiscono solo 92 squadre, flessibile e agevolmente gestibile a tutti i livelli (sia pure con la perdita di un notevole numero di poltrone per i dirigenti…), soprattutto per quanto riguarda i necessari controlli sullo stato finanziario dei club.

Aaccorpamento delle Leghe.La FA Premier League include solo i 20 club della massima serie. Tutte le altre società professionistiche (72) fanno parte della Football League.Essa comprende: la Championship (la nostra serie B, 24 squadre),la FL One (la nostra Prima Divisione, 24 squadre) ela FL Two (la nostra Seconda Divisione, 24 squadre). Il resto del calcio inglese (72 club) è dilettantistico e rientra nella Football Conference (omologa della nostra LND), suddivisa in: Conference National (24 squadre), Conference North (24 squadre) e Conference South (24 squadre).

Vantaggi della riforma. E’ evidente che in Italia la scissione tra serie A e serie B (a regime dal giugno del 2010) non può che rappresentare il primo passo di una serie di eventi ormai ineludibili. Una catena che, aderendo al modello inglese, potrebbe alla fine consentire: a) la riduzione globale dei club inclusi nel calcio professionistico per una più equa distribuzione delle risorse; b) l’accorpamento nella stessa Lega delle società iscritte alla seconda, terza e quarta serie; c) la revisione dello stesso sistema dilettantistico, a sua volta ridondante e alla lunga poco sostenibile economicamente.

Tempi della riforma. A una riforma bisogna comunque arrivare. E bisogna arrivarci quanto prima. La questione del metodo diventa (quasi) secondaria rispetto all’urgenza del fare. A questo punto poco importa ispirarsi alle linee guida del (vincente) sistema inglese ovvero di un diverso modello organizzativo europeo o infine di un’altra formula ancora da inventare. Si tratta solo di iniziare a metterla in cantiere. Presto che è tardi.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

Annuncio pubblicitario
Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi - Direttore Editoriale: Berta Film