Pubblicato il: lun, 20 feb, 2012

Fair Play Finanziario, i buchi neri del calcio italiano

(Calciopress – Sergio Mutolo) Il financial fair play (ffp) incombe. Calciopress ne ha dato conto ieri con una serie di riflessioni (QUIQUI e QUI i particolari), necessarie in considerazione del fatto che l’appuntamento con le nuove e stringenti normative sui bilanci è ormai dietro l’angolo.

Il sistema di controllo introdotto dalla Uefa di monsieur Platini si basa su un assioma semplicissimo: un euro speso per ogni euro incassato.

I club dovrebbero sopravvivere con le proprie forze, diversificando sempre più i ricavi. Le entrate andrebbero equamente suddivise tra diritti tv, incassi da stadio (ticketing), sponsorizzazioni e marketing, plusvalenze tra acquisti e cessioni, merchandising e quant’altro.

In questa prospettiva il calcio italiano arriva al nastro di partenza in forte ritardo. L’autosufficienza economica verso la quale spinge il ffp è di là da venire per i club della serie A italiana, schiavizzati dai diritti televisivi elargiti da Sky e Mediaset.

L’apporto di capitale da parte dei proprietari delle società riveste ancora un ruolo fondamentale nella sostenibilità economico-finanziaria del sistema e dei singoli club. Nonostante il fatturato in crescita, una dirigenza “liquida”  risulta ancora oggi determinante.

Pesa fortemente anche il ritardo accumulato nella costruzione di nuovi stadi, allineati ai parametri del calcio europeo, che spazzino via il marciume di impianti decrepiti e cadenti.

La nota positiva è rappresentata dalla tenuta complessiva del settore. Rispetto ad altri comparti economici che in Italia sono in forte sofferenza, il calcio dimostra una buona resistenza alle turbolenze economiche.

Questa tendenza trova conferma anche in una ricerca di Stage Up sulle sponsorizzazione sportive, che risale ad alcuni mesi fa. Il loro valore in serie A è diminuito solo dell’1,1%, a fronte di un calo del 9.6% in tutti i settori economici.

I 20 club della massima serie, secondo questa analisi, incassano dalle aziende 220,9 milioni di euro. In particolare Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli e Roma raccolgono il 75% del totale, vale a dire 165,4 milioni.

Tra buchi neri e mancanza di fantasia, della quale si sente veramente il bisogno in Italia ma che ha rari appigli in giro (“Barbara Berlusconi, il miglior acquisto per il Milan del futuro?”), le partite della serie A italiana si continuano a giocare in attesa della mannaia della Uefa. Che calerà molto prima di quanto si pensi.

Sergio Mutolo  www.calciopress.net

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