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(Calciopress-Luca Savarese) La navicella di Euro colato si rallegra per come è andata la prima giornata di Euro 2012. Sono tre i momenti che si porta dentro con maggior piacere.

Si è commossa quando, durante la cerimonia d’apertura, musica e calcio non sono mai stati così vicini. Il pianoforte è addirittura apparso da un pallone. In fondo questo lo pensava anche il filosofo Platone, quando diceva che per una vita felice sono indispensabili la musica e l’attività fisica (che poi per noi è il calcio, va da sè) .

La navicella è poi passata accanto alle prime, nuovissime traiettorie del nuovissimo pallone dell’europeo. Un tango completamente rinnovato ma con uno stile che ci ricorda un tango che fu, quello di certe partite lunghe come il campo di Holly e Benji. Un pallone di sana e robusta costituzione non ancora sgonfiato di pressioni e scandali. E’ stato decisamente confortante vedere prima sul manto dello stadio nazionale di Varsavia e poi sul terreno di gioco di Wroclaw, come questo nuovo pallone circolasse e girasse da una parte all’altra. Quando lo abbiamo visto scorrere, abbiamo capito una cosa, fondamentale nella relazione con il gioco del calcio: ogni traiettoria di ogni pallone nuovo ci fa ri-iniziare a stupirci. Ci rende spensierati, proprio come si è davanti a un dono che riceviamo dalla donna amata. Quando quel tango dopo il fischio d’inizio ha ripreso quel movimento di rotazione su se stesso e di rivoluzione dentro di noi, ha avuto la forza ed il potere di essere superiore alle intrusioni della polizia a Coverciano. E diventato più vero delle trame infami del gruppo degli zingari.

L’euro iniziato e non più solo atteso, ci comunica che è in corso un nuovo pezzetto di storia del calcio. I nostri sogni e desideri hanno nuovo materiale a disposizione. Non fotocopie, ma un libro totalmente nuovo e aperto. Aveva ragione lo scrittore argentino Georges Luis Borges quando scriveva “ogni volta che dei bambini per la strada prendono a calci un pallone, lì, ricomincia la storia del calcio”. Ieri è ricominciata a Varsavia e a Wroclaw. Lewandowsky, Salpingidis, Dzagoev, Shirokov, Pilar e Pavlychenko (marcatori della prima giornata) sono tornati bambini per prendere a calci, e bene, un pallone.

La navicella infine, essendo un luogo-non luogo come si diceva nel prologo e avendo diversi poteri, ha fatto un salto veloce anche ad Atene in un bar del centro. Mamme e papà, anziani e bambini, hanno visto nella zampata in spaccata di Salpingidis molto di più del gol del pareggio sulla Polonia. Hanno riaffermato la possibilità di alzare ancora la testa eritrovato la fierezza di dire che non c’è crisi che tenga.

A domani, quando la navicella di Euro colato si colorerà di orange ma anche di rosso, giallo e nero e verde. Spazio ad Olanda-Danimarca e a Portogallo-Germania.

Luca Savarese – www.calciopress.net

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