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(Calciopress – Enrico Losito) Il dopo D’Addario, con tutti gli strascichi del caso, è stato traumatico. Il club rossoblu, cancellato dalla cartina geografica del calcio professionistico, si è ritrovato senza un’entità credibile. Dal sogno della serie B all’inferno dello scomparsa.

Il rischio di non ripartire è stato reale, ma la caparbietà dell’imprenditore tarantino Emanuele Papalia – supportato da un pool di imprenditori, commercianti e professionisti – ha permesso il miracolo dell’iscrizione in serie D proprio sul suono della sirena (lo scorso 6 agosto).

Importante il supporto fornito nella mission, che pareva impossibile fino a pochi minuti dalla fatidica scadenza (ore 19:00 del 6 agosto per l’appunto), dalla Fondazione Taras 1906 a.c., un gruppo di tifosi eterogeneo capace di unire più strati sociali.

Questa associazione ha fornito denari utili per il miracolo iscrizione. Taranto ha nuovamente una squadra di calcio grazie a una public company, così come la definisce lo stesso Papalia malgrado i primi malintesi tra i soci (poco più di una dozzina) che paiono al momento chiariti.

La rosa è in fase di costruzione per merito della consulenza di mercato di Giuseppe Tambone, uomo vicino a Ermanno Pieroni. Quest’ultimo è l’autentico deus ex machina del mercato jonico e anche della scelta dell’allenatore, impresa ardua considerati i mancati accordi economici con tecnici di grido (come Simonelli, Ivo Iaconi, Di Costanzo e Ruotolo). Alla fine sulla  panchina rossoblu è finito Tommaso Napoli, ex allievo di Zeman nel Licata e nel Foggia, reduce dalla positiva annata con il Cosenza in serie D (22 risultati utili consecutivi dal suo avvento sulla panchina dei silani).

La squadra è un cantiere aperto: il capitano Prosperi è rientrato nel nuovo progetto così come il “cavallo di ritorno” Vincenzo Cosa. Il resto è un mix di esperienza – gli attaccanti Sarli (ex Ischia Isolaverde), Noviello (in passato alla Ternana), il centrocampista Cordua (una carriera passata in D) e Terrenzio (lo scorso anno titolare a Giulianova) – e di tanti giovani interessanti (alcuni recuperati dal decomposto vivaio del club rossoblu radiato).

La rosa work in progress ha sostenuto un fugace ritiro (10 giorni in tutto) a San Giovanni in Fiore e ora si appresta a ripartire per la nuova avventura. Esordio domenica prossima a Trani. In bocca al lupo c’è davvero bisogno di ritrovare l’entusiasmo perduto.

Enrico Losito – www.calciopress.net  

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