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Napoli________Telecamera con braccio mobile(Calciopress – Sergio Mutolo) La prossima Assemblea della Serie A sarà interamente incentrata sulla regolamentazione dei diritti televisivi per i prossimi trienni (clicca QUI).

Il 13 novembre i presidenti saranno chiamati a decidere, con una votazione a maggioranza qualificata di quattordici club su venti, se continuare ad affidarsi fino al 2021 alla mediazione dell’advisor Infront Italy.

Una scelta assolutamente decisiva in prospettiva futura, considerato che le pay tv garantiscano di fatto la sopravvivenza del sistema grazie al versamento nelle casse delle società di ben oltre i due terzi del fatturato complessivo (ricavi a confronto, QUI con Bundesliga e QUI con Premier League).

Senza questo provvidenziale afflusso di cash e in carenza di una valida diversificazione dei ricavi, quale è stata invece realizzata in altri campionati europei, nell’arco di un breve lasso di tempo il calcio italiano sarebbe fatalmente destinato a tirare giù il bandone (“Calcio senza futuro, tra crisi di sistema e diritti tv“).

Infront, attuale advisor della Lega per i diritti tv, garantirebbe la sopravvivenza del sistema impegnandosi a iniettare nelle casse dei club la rispettabile cifra di 900 milioni di euro l’anno per il triennio 2016-2018. A questa cifra si aggiungerebbero altri 930 milioni, messi sul piatto della bilancia per il triennio 2018-20121.

Una cifra iperbolica, vale a dire 5,5 miliardi spalmati in sei anni, che la società di intermediazione mette a disposizione dei fortunati presidenti ancora prima di aver chiuso le trattative in corso con Sky, Mediaset e Rai. Vale a dire con i soli network attualmente in corsa per mandare in onda tutte le partite del campionato di Serie A.

Il fronte dei club è (apparentemente) spaccato. Da una parte, capitanate dal milanista Adriano Galliani che spinge a chiudere quanto prima la trattativa, ci sono tredici società schierate a favore della proposta Infront (che potrebbero però ridursi a dodici visto l’andamento un po’ ondivago del Napoli di De Laurentiis). Dall’altro le cosiddette sette sorelle. Si tratta – in ordine rigorosamente alfabetico – di Fiorentina, Inter, Juventus, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Hellas Verona.

Il diaframma tra i due schieramenti è in realtà molto sottile, stante anche l’oggettiva carenza di reali alternative alla proposta Infront. Facile prevedere che, almeno per il prossimo triennio, gli accordi andranno avanti con l’attuale advisor.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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