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10 Responses to “Serie D, al via una folla di 165 club”

  1. giuseppe ha detto:

    ma la riforma cosa prevedeva?non erano previsti 9 gironi da 18 squadre?quindi 162 squadre?o erano previsti meno squadre o meno gironi?ci sono stranamente solo 3 squadre in piu’.

    • Roberto ha detto:

      No, la serie D sarebbe rimasta a 9 gironi da 18 squadre ciascuno (più quelle eventuali in sovrannumero)… Non era prevista nessuna riduzione.

  2. Marco ha detto:

    Secondo un mio personalissimo calcolo le squadre aventi diritto a partecipare alla Serie D 2014/15 sono 163 più Siena e Padova per un totale di 165 e non 168 come citato nell’articolo. Che poi resti una categoria super affollata nessun dubbio. Altra nota positiva, sempre a mio modesto parere, e’ il fatto che ci sia stata una sola bocciatura da parte della Covisod contro le 16 dello scorso anno.

    • Redazioneweb ha detto:

      Ringraziamo il nostro lettore per la segnalazione. Dal totale di 168 andavano scalate le tre squadre ripescate nella Prima Divisione Unica di Lega Pro. I club ammessi in Serie D, comprese Padova e Siena, sono effettivamente 165. Un dato che resta comunque abnorme, non compatibile con le risorse e difficilmente gestibile da un punto di vista organizzativo.

      Redazioneweb
      Calciopress.net

      • giorgio ha detto:

        non riesco a comprendere in base a quali parametri di riferimento si giudichi abnorme il numero di 165 squadre che sono ammesse in serie D,infatti il numero è di circa 8 squadre per regione, ciò, per un campionato nazionale dilettanti non sembra una enormità. Non sembra esserci neanche una insostenibilità economica, visto che solo una squadra su 167 è stata esclusa (0,6% circa del totale. Poi scusate, in un momento di crisi come questo ridurre ulteriormente il numero di squadre partecipanti, benché dilettanti, significa ridurre comunque posti di lavoro, considerando che la sostenibilità economica è dimostrata.
        Grazie dell’attenzione

        • Redazioneweb ha detto:

          Calciopress, e non solo, ritiene che il calcio italiano nella sua interezza abbia bisogno di una congrua dieta dimagrante.

          Da molto tempo insistiamo sulla regola del 24, ripresa dal modello inglese (*).

          Lo stesso Tavecchio, presidente della LND e candidato alla poltronissima della Fig, parla di regola del 20 (18 in A, 20 in B, 20+20 in Lega Pro).

          In quanto alla D non potrebbe restare fuori da questa globale operazione di riforma. L’opzione migliore sarebbe quella di passare da 9 a 6 gironi.

          Tavecchio, se eletto al vertice della Figc, come potrebbe non “dimagrire” la sua creatura prediletta?
          (*)
          http://www.calciopress.net/2014/04/14/calcio-riforme-e-quella-semplice-regola-del-24/

          Grazie dell’attenzione.

          Redazioneweb
          Calciopress.net

          • zippo ha detto:

            ma davvero lo vogliono??? appena c’è la possibilità di ridurre a 21 squadre la serie B(per portarla poi a 20) tutti si ribellano,compresi giornalisti e addetti ai lavori,quindi…
            comunque per la serie D secondo me basterebbe eliminare solo un girone e portarli a 8 e fare i play off promozione(non ripescaggio),cioè 8 promozioni + una ai play off,cosi si rivaluterebbe il torneo

          • Roberto ha detto:

            Una cosa sarebbe portare la serie B direttamente a 20, un’altra lasciarla a 21… Se “le regole sono queste” di certo non si potrebbe introdurre un’ulteriore retrocessione già per il prossimo anno ad agosto inoltrato, e di conseguenza le squadre di serie B resterebbero dispari fino al prossimo fallimento! Ed a mio modo di vedere sarebbe una pessima cosa… Se fossero rimaste in 20 sarei anche d’accordo a non fare 2 ripescaggi, ma se dobbiamo rischiare di tenerci le 21 addirittura per più di una stagione allora assolutamente no!

  3. Tracy ha detto:

    Tavecchio dovrebbe avere il buon senso di sistemare la sua supergonfia serie D prima di andare a far danni in Figc. Povero lui e poveri noi!

  4. Cerbero ha detto:

    E’ sufficiente buttare ogni tanto un occhio in serie D, come in pochi fanno, per capire il livello organizzativo della lnd di Tavecchio che pensa di poter diventare il numero uno del calcio italiano. Povero calcio!

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