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Sergio Mutolo

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Gambe bicoloriLa Prima Divisione Unica di Lega Pro è, ormai da lustri, nella morsa di una crisi economica senza soluzione di continuità.

Accade così che i club di terza divisione nazionale finiscono sempre più spesso nel mirino della Covisoc. L’organo di vigilanza della Figc, a questi livelli, non fa sconti come talora accade nelle categorie superiori (il caso Parma docet).  

Il budget programmato trimestrale” (QUI) è solo l’ultimo degli incagli in cui si sta arenando una categoria da troppo tempo assillata da bilanci che non riescono più a tornare.

Il fatto è che le risorse disponibili sono inadeguate rispetto al numero di società ammesse all’inizio di ogni stagione, ancora adesso pletorico oltre ogni misura (“Lega Pro, 60 club sono un lusso?“).

Nessuno dunque si meraviglia della cascata di deferimenti, penalizzazioni, fallimenti (“Lega Pro, scomparsi 54 club nell’era Macalli“) e ripescaggi che affliggono la Lega di Firenze e che continuano a falsare anno dopo anno le classifiche dei gironi.

Nel momento in cui scriviamo la terza serie nazionale guidata dal presidente Macalli ha già collezionato il sesto deferimento stagionale (QUI). Un bel record, non c’è che dire.

Partendo dal presupposto che il format della Prima Divisione nazionale prevede 60 club aventi diritto all’ammissione, ne risulta che già il 10% delle società ammesse al torneo sono sotto schiaffo e dunque passibili di penalizzazioni in corso di campionato.

Una situazione ancora in fase evolutiva. Vista la cadenza quasi svizzera dei deferimenti, chi potrà assicurare la regolarità dei tre gironi in cui è stata suddivisa la categoria dall’ultima riforma di Macalli?

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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